AGRICOLTURA BIOLOGICA: stabilita la soglia dei residui ammessi

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La normativa vigente in materia di agricoltura biologica esclude, ai fini della certificazione, qualunque presenza, anche minima, di residui di prodotti fitosanitari negli alimenti, nei mangimi, nei prodotti agricoli tal quali.

Non era mai stata definita, però, in maniera precisa, una “soglia numerica” esatta alla quale riferirsi per concedere o meno la certificazione di prodotto biologico.

Al fine di fornire criteri uniformi da applicare nello svolgimento dell’attività di controllo il ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con Decreto a firma del capo dipartimento per le Politiche competitive del mondo rurale e della qualità, dopo il parere del Comitato nazionale per l’agricoltura biologica, ha stabilito nella soglia dello 0,01 mg/kg il limite massimo di residui ammessi.

Il Decreto stabilisce, tuttavia che, anche al di sotto di tali valori, l’organismo di controllo, ai fini della certificazione, dovrà accertare la natura accidentale e tecnicamente inevitabile della eventuale presenza di residui.

Ciò significa che, qualora si accertasse anche un limite inferiore e non si riuscisse a dimostrarne l’accidentalità, il prodotto non può essere commercializzato come biologico.

 

  

 

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