Aeclanum: la città dimenticata

Quello dell’antica Aeclanum è un sito archeologico di epoca romana di tutto rispetto ma, come spesso succede in Campania, la sua importanza risente dell’ingombrante notorietà di altri siti ben più importanti, in primis quelli di Pompei ed Ercolano.

La fondazione di Aeclanum

Eppure in tempi antichi la città di Aeclanum, fondata dagli Irpini intorno al IV secolo a.C., era un centro urbano fiorente lungo la via Appia, la celebre strada romana che collegava Roma a Brindisi, strategico crocevia di culture, commerci e influenze.

Fu soprattutto durante la guerra sociale (90-88 a.C.), una delle guerre civili tra Roma e le città italiche, che Aeclanum divenne particolarmente rilevante. In seguito alla ribellione, la città fu conquistata dal generale romano Silla, il quale vi istituì una colonia.

Questa fase segnò l’inizio di una trasformazione urbanistica e culturale che portò Aeclanum a diventare una città romana a tutti gli effetti, beneficiando non solo del commercio, ma anche della realizzazione di terme, mercati, e strutture pubbliche i cui resti oggi testimoniano il benessere e la ricchezza.

Una caratteristica distintiva della città era il suo apparato difensivo, costituito da robuste mura, torri e una struttura strategica che permetteva di sorvegliare e difendere l’accesso alla città. Le porte monumentali, come la Porta Venere, erano elementi architettonici di grande rilevanza, decorate con sculture e iscrizioni che riflettevano il prestigio della città.

Gli scavi archeologici effettuati nel corso degli anni hanno rivelato un’incredibile quantità di reperti che hanno permesso di ricostruire la vita quotidiana dei suoi abitanti. Tra le rovine delle terme, dei templi, e del foro, è emerso il quadro di una città vivace e articolata, come testimoniato dalla presenza di alcuni mosaici che rappresentano scene mitologiche, nature morte e decorazioni geometriche. Questo livello di dettaglio suggerisce un’artigianalità avanzata e una committenza che desiderava mostrare il proprio status sociale attraverso decorazioni raffinate.

Aeclanum in epoca paleocristiana

In epoca paleocristiana Aeclanum fu sede vescovile e divenne un importante centro di diffusione del cristianesimo nella regione. Tra i vescovi più noti della città vi fu Sant’Ireneo di Aeclanum, un fervente difensore del Pelagianesimo, un’interpretazione della dottrina cristiana che enfatizzava il libero arbitrio.

La fine di Aeclanum

Nonostante il lungo periodo di prosperità, la città iniziò a impoverirsi nel tardo periodo imperiale. I fattori che contribuirono al suo declino furono molteplici, tra cui la crisi economica e politica dell’Impero Romano, le invasioni barbariche e la crescente instabilità. La città subì gravi danni durante le incursioni dei Goti di Totila nel VI secolo d.C., e sebbene fu in parte ricostruita, non riuscì mai a tornare agli antichi fasti. Nel corso dei secoli, Aeclanum fu progressivamente abbandonata e le sue strutture finirono in rovina.

La zona archeologica irpina oggi

Dimenticata per lungo tempo, Aeclanum fu riscoperta nel corso del XIX secolo grazie all’interesse di studiosi e archeologi che iniziarono a condurre scavi sistematici per riportare alla luce la città antica.

Oggi, il sito archeologico di Aeclanum rappresenta una delle aree più interessanti dell’archeologia campana. Tra i monumenti più rilevanti emersi dagli scavi ci sono il teatro, le terme, una basilica paleocristiana e ampie sezioni delle antiche mura.

Quella che oggi si presenta al visitatore è un’area di dimensioni piuttosto contenute con centro urbano di circa 2000 mq in cui spiccano la casa-bottega del vetraio, i resti di quella che probabilmente era una fullonica, cioè una lavanderia-tintoria e altre unità abitative. A breve distanza si trovano i resti della basilica paleocristiana, realizzata all’epoca con materiali di spoglio.
Dal lato opposto, oltre gli uffici dell’area archeologica, si trovano le terme di cui s’intuiscono le generose dimensioni.

Attualmente ancora non accessibile perché in fase di scavo è la zona del foro, che sta lentamente emergendo dal terreno grazie all’attività degli archeologi.
Naturalmente i resti dell’antica Aeclanum non possono competere con i grandi siti archeologici della Campania, ma per il visitatore che si trova a passare dalle parti di Mirabella Eclano, una sosta culturale nel sito è assolutamente da raccomandare, sia perché il sito è in espansione, sia per non limitare la conoscenza delle vestigia romane alle sole aree archeologiche più note della regione.

Il sito dell’antica Aeclanum è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 18.

Roberto Pellecchia
Roberto Pellecchia

Austriaco di nascita e salernitano di adozione, coltiva da decenni la passione della fotografia e dell’esplorazione del territorio, con cinque guide di successo al suo attivo, tutte dedicate alla Campania e alle sue bellezze. Scrittore e viaggiatore entusiasta, svolge da oltre 30 anni la professione di medico come geriatra e cardiologo.

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