Ad ECCELLENZA BIRRA un focus sulle birre di Natale. Ma cosa sono?

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Tipiche della tradizione dei Paesi del Nord Europa, soprattutto del Belgio, le birre di Natale inizialmente erano fatte per il consumo familiare e solo più tardi sono diventate uno speciale regalo ad amici e parenti o ai clienti più affezionati del birrificio, magari da gustare tutti insieme in occasione delle festività.

Proprio per il fatto che sono da sempre state considerate speciali, le birre di Natale sono quelle in cui il mastro birraio mette tutta la propria creatività, a cui conferisce una forte personalità, facendone un prodotto d’eccellenza, spesso a tiratura limitata, e particolarmente adatte –sia per il sapore spesso speziato e dolce, sia per l’alta gradazione- alle grandi abbuffate e al clima freddo del periodo natalizio.

Se la parte del leone nella produzione delle birre di Natale la fa il Belgio, la loro tradizione si ritrova anche il Germania, Austria, Scandinavia e negli Stati Uniti. Di recente, vista la loro maggiore diffusione al di fuori dei paesi d’origine, anche in Italia alcuni birrifici artigiani si sono cimentati nella loro produzione, che resta comunque una produzione stagione, mai uguale a se stessa e a tiratura limitata.

Nel secolo scorso, la loro produzione ha rischiato l’estinzione a causa della forte crisi del settore che ha colpito soprattutto gli artigiani, poi è ripresa e grazie alle moderne reti di trasporto e al web, oggi si è notevolmente diffusa, benché resti ancora una nicchia esclusiva del settore birraio artigiano. La ricetta originale delle birre di Natale prevede che esse siano prodotte con il metodo dell’alta fermentazione, non pastorizzate e con una forte aromatizzazione che le rende particolarmente adatte all’abbinamento con piatti agrodolci, formaggi e carni arricchite con confetture e frutta e ai dolci della tradizione natalizia.

  • Il Mercato della birra

Nonostante la crisi e il calo generalizzato dei consumi alimentari, la birra registra un trend in crescita: il 71% dei nostri connazionali si dichiara consumatore di questa bevanda, confermando il bacino di appassionati (circa 36 milioni, 16 dei quali sono donne) dello scorso anno. E pensare che, solo due o tre anni fa, questa percentuale era sotto il 60%. A rivelarlo è la ricerca ISPO/AssoBirra “Gli italiani e la birra 2012”, che per il 16mo anno consecutivo studia l’evoluzione dei consumi e della percezione di chiare, rosse e scure.

Secondo l’indagine questa base di consumatori posiziona la birra quasi sullo stesso piano del vino, i cui bevitori dichiarati sono solo l’8% in più.

Ma c’è di più: in un solo anno il gradimento verso la birra è cresciuto del +26%. Secondo la ricerca dopo l’acqua minerale la birra è la bevanda più bevuta durante i pasti fuori casa (26.3% contro il 20.4% del vino), ma sta affermandosi anche sulle tavole domestiche, soprattutto se legata ad occasioni conviviali con amici e parenti, il che conferma il carattere associativo e di condivisione della birra stessa 

Altro segnale importante che emerge è la crescente cultura intorno alla birra: il consumatore di oggi è più consapevole, attento agli abbinamenti e ai dettagli che permettono di gustarla al meglio.

Restringendo il campo alla birra artigianale e alla sua evoluzione nel nostro Paese, emerge che il consumatore di birra artigianale è prevalentemente maschio, giovane, con un’età compresa tra i 30 e i 55 anni (mentre nel 2011 questo dato era fermo agli under 45), di cultura medio alta. Oggi quindi la birra risulta essere, in assoluto, la bevanda alcolica preferita degli italiani fino ai 55 anni. Solo dai 55 anni in su il vino riafferma con decisione il suo primato nel gradimento del Belpaese.

Agli inglesi piace sempre di più la birra italiana e anche gli americani la apprezzano. Quasi un paradosso se si pensa che la cultura della birra appartiene in primis al nord Europa, eppure da anni il nostro export ritocca un record dopo l’altro. E oggi il 60% del nostro export finisce sulle tavole degli inglesi, seguiti, a molto distanza, da americani, sudafricani e francesi.

Alla fine, nel 2011, il Made in Italy ha esportato poco più di 2 milioni di ettolitri ben +11,6% rispetto all’anno precedente, oltre il 16% della produzione totale. Merito questo anche della notevole diffusione del cibo italiano del mondo.

Fonte: Assobirra  Annual Report dati 2011

  • Le Birre di Natale secondo Kuaska

Le Birre di Natale o Christmas Beers, dapprima diffuse soprattutto in Belgio e Regno Unito, rappresentano oggi una realtà molto diffusa in tutta Europa e Oltreoceano. Non ci troviamo davanti ad una tipologia ben precisa, bensì ad un’interpretazione soggettiva da parte di ogni birraio di una birra stagionale, dai britannici argutamente definita “winter warmer”, che quindi “scaldi l’inverno” attraverso un elevato tenore alcolico e un gusto pieno e fruttato e caratterizzato, nella stragrande maggioranza, da una generoso utilizzo delle spezie più disparate.

Giocando sull’equilibrio tra le note dolci conferite dai malti, dalle spezie e dall’utilizzo di varie tipologie di zucchero per la rifermentazione (principalmente in bottiglia e, a volte, nel fusto)  e una secchezza nion troppo pronunciata ma presente, i nostri artigiani sanno creare birre al tempo stesso forti e ricchissime di aromi e sapori ed una beverinità che scongiura il pericolo della stucchevolezza.

Esempi emblematici li troviamo ormai in ogni regione. Citrerei le piemontesi Noël del Baladin del celeberrimo Teo Musso,  Stella di Natale dei Troll e Kukumerla di Grado Plato, seguite dalle lombarde Xtreme del Bi-Du, Brighella di Lambrate e Kerst di Extraomnes, poi la friulana Nadal di Foglie d’Erbae la genovese Birra di Natale di Maltus Faber. Al centro spiccano, nel Lazio, la 25-12 di Birra del Borgo di Leonardo Di Vincenzo, la toscana Christmas Duck del Birrificio L’Olmaia e l’abruzzese Christmas Cru di Almond 22 mentre per il sud possiamo citare abbiamo diversi “winter warmer mediterranee” come  la campana Cubulteria di Karma e la pugliese Malagrika di B94.

Tra i numerosi festival dedicati alle birre di Natale citerei, per l’Europa, il magnifico Essen Kerstbier Festival che si tiene tradizionalmente a metà dicembre, nella cittadina fiamminga di Essen, al confine con i Paesi Bassi, con oltre cento birre natalizie provenienti da tutto il Belgio. Negli Stati Uniti spiccano l’Orlando Holiday Ale Festival che si tiene nella città della Florida il primo sabato di dicembre con un centinaio di birre ed il Winter Beer Fest che si tiene a Seattle nel secondo weekend di dicembre, con birre provenienti da oltre trenta produttori dello Stato di Washington.

E in Italia? Non abbiamo un vero e proprio festival ma numerose degustazioni incentrate sulle birre di Natale in pub sparsi per la penisola ed una bella rassegna a Roma, nel terzo weekend di dicembre, nello straordinario pub trasteverino Ma Che Siete Venuti a Fà ? e nel dirimpettaio, imperdibile ristorante Bir & Fud.

Eccellenza Birra, la cui seconda, attesissima edizione, si terrà a Prato per tre giorni, da venerdì 7 a domenica 9 dicembre, saprà nuovamente colmare questa lacuna ed allineare il nostro paese a quelli di tradizione e agli emergenti .

Lorenzo Dabove in arte Kuaska*

* Direttore artistico di Eccellenza Birra               

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