ACQUAVITI D’ORO 2012: 19 medaglie su 62 alle grappe del Trentino

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19 medaglie su 62 in totale riservate alle varie categorie di grappa. E’ il grande successo che la Grappa del Trentino ha riscosso nell’ultima edizione del concorso nazionale promosso dall’Anag, Acquaviti d’oro 2012.

Il 30% delle grappe premiate a livello nazionale insomma è rappresentato da quelle a marchio Tridente che in tutto hanno raccolto 11 medaglie d’oro, 6 d’argento e un Best Gold per la categoria grappe con un passaggio in legno.

«Un successo che ormai si ripete di anno in anno in questo concorso – spiega il presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Beppe Bertagnolli – e che conferma la qualità generale della grappa prodotta in Trentino e marchiata con il Tridente e voglio sottolineare che la nostra grappa è l’unico prodotto del genere al mondo che risponde a un disciplinare preciso su volontà dei produttori stessi».

I giudizi espressi dai 77 esperti assaggiatori ANAG, provenienti da tutte le regioni d’Italia, sono stati sottoposti ad una attenta verifica dei dati attraverso più metodi analitici e di controllo dei risultati. Anche gli stessi assaggiatori sono stati sottoposti ad un controllo tale da verificare la loro attendibilità, la coerenza del loro giudizi e la risposta rispetto al gruppo.

Dall’esito di questa verifica ne è uscito un quadro che conferma l’elevata professionalità e preparazione dei giudici ANAG intervenuti nel 7° concorso internazionale “Acquaviti d’Oro”.

Da considerare che la maggior parte delle grappe premiate provengono da piccole distillerie che fanno della tradizione trentina il loro cavallo di battaglia.

Oltre alla qualità della materia prima a distinguere il prodotto del Trentino è infatti proprio la tradizione che da tempo ha portato i distillatori a non guardare alla quantità, ma alla qualità attraverso l’impiego del sistema trentino “bagnomaria” che consente di riscaldare le vinaccia in modo indiretto.

Si utilizzano alambicchi discontinui caricando nella cucurbita (il paiolo) la vinaccia insieme ad acqua e proprio qui sarà riscaldata lentamente. Fu proprio un trentino a progettare questo tipo di alambicco, Tullio Zadra.

Oggi quello del “bagnomaria” è il sistema più utilizzato in Trentino perché nonostante sia più costoso e più impegnativo a livello di lavorazione, esalta la morbidezza e rende migliori profumi e aromi delle grappe.

Intanto arrivano buone notizie anche sul fronte del mercato dove si parla di crescita delle richieste da registrare già nei primi 5 mesi dell’anno. Dati quindi che confermano l’importanza della grappa del Trentino la cui produzione rappresenta circa il 10% di quella nazionale, vale a dire circa 4 milioni di bottiglie annue.

La produzione media annua di grappa in Trentino è di circa 10 mila ettanidri di grappa distillando, sempre in media annua, 16 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15 milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.

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