Acqua osmotizzata: davvero una buona idea? Il parere della biologa nutrizionista

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Quando pensiamo all’acqua, di solito, la dividiamo in due grandi macro aree. In base al suo utilizzo nella nostra testa abbiamo l’acqua da bere e quella utilizzata per cucinare.
Nel primo caso quasi il 65% delle persone acquista l’acqua in bottiglie di plastica ritenuta più sicura e controllata (su questo potremmo discutere sul contrario), mentre per cucinare la maggior parte delle persone continua ad utilizzare l’acqua del rubinetto senza porsi troppe domande.
Utilizzare l’acqua del rubinetto è sicuramente una scelta più economica e più ecologica. Tante sono le considerazioni che vengono fatte e molte le scuole di pensiero.
Le alternative esistono sia per eliminare la plastica sia per depurare l’acqua del rubinetto spesso troppo calcarea e dal sapore sgradevole. Due sono principalmente “le mode” che ci vengono proposte:
1. Brocche specifiche per la depurazione dell’acqua: si tratta di un sistema molto simile a quello dei filtri per il rubinetto. Depurano l’acqua, eliminano i cattivi odori e sapori e la ottimizzano in maniera molto salutare.
2. Un filtro per l’acqua del rubinetto: Installando questo filtro (con sistemi più o meno tecnologici e complessi) grazie all’osmosi inversa verranno eliminati tutti gli elementi insalubri.
L’osmosi inversa è un modo molto comune per filtrare l’acqua potabile di casa, soprattutto se si sospetta la contaminazione o altri problemi simili. Ma attenzione, abbiamo chiesto un parere alla biologa nutrizionista la Dott.ssa Carmen Milone, che chiarisce alcuni punti importanti quando si utilizza l’osmosi per la depurazione delle acque.

L’osmosi inversa può rimuovere il 95-99% dei solidi totali disciolti, nonché cloro, fluoro e altre impurità. E’ vero che i sistemi di purificazione ad osmosi inversa filtrano contaminanti dannosi, come i residui di prodotti farmaceutici, ma rimuovono anche tutti i minerali importanti che sono essenziali per il corpo umano. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 95% dell’apporto giornaliero richiesto di gran parte dei minerali essenziali deriva dal nostro cibo. L’unica eccezione è il calcio e il magnesio. Circa il 20% dell’apporto giornaliero richiesto di entrambi gli elementi proviene dall’acqua che beviamo. Se si dovesse sostituire l’acqua del rubinetto con l’acqua osmotizzata, associata ad una scorretta alimentazione, c’è il rischio di andare incontro ad una carenza di calcio e magnesio. Infine l’acqua osmotizzata può essere maleodorante se un dispositivo non è conforme agli standard odierni o se i filtri/le membrane sono sporche. L’accumulo di batteri nelle unità di depurazione non solo può peggiorare l’odore e il sapore dell’acqua, ma rappresenta anche una minaccia per la nostra salute”.
L’invito, quindi è quello di farne sempre un buon uso e attenzione alla salute!

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