33% in meno di incendi nell’ultimo decennio. Qualche buona norma da ricordare

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Nell’ultimo decennio si è manifestata una riduzione del 33 per cento della superficie incendiata che è stata in media di quasi 80mila ettari all’anno nel periodo 2000-2009 rispetto ai 118 mila ettari del trentennio precedente 1971-2000.

La siccità si è dimostrata nel passato la grande alleata degli incendi come dimostra il fatto che nell’ultimo decennio per numero di roghi rilevati si segnalano tra i peggiori gli anni 2003 e 2007, con valori nettamente al di sopra della media, dovuti, tra l’altro, all’anomalo andamento climatico rilevato nell’Italia centrale e meridionale: il 2003 e il 2007, infatti, sono stati anni secchi e caldi, con temperature particolarmente elevate e scarso apporto pluviometrico durante il periodo estivo.

Va precisato, però, che la correlazione del numero di incendi e delle superfici interessate con la pioggia e la temperatura massima non è necessariamente elevata in tutti gli anni, in quanto sull’estensione delle superfici percorse dal fuoco incidono numerosi altri fattori, principalmente quelli di origine umana.

I buoni risultati ottenuti sono dunque il risultato da una parte dalla crescita di una cultura dell’attenzione e della responsabilità tra i cittadini ma anche dalla maggiore efficacia dell’attività di prevenzione e controllo anche grazie alle iniziative di collaborazione con gli agricoltori messe in atto negli ultimi anni per le attività di segnalazione e sorveglianza.

Il decalogo salva-bosco firmato da Coldiretti:

La prima regola per evitare l’insorgenza di un incendio nel bosco è quella di evitare di accendere fuochi non solo nelle aree boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse, mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via non solo che il fuoco sia spento, ma anche che le braci siano completamente fredde.

Soprattutto nelle campagne – precisa la Coldiretti – non gettare mai mozziconi o fiammiferi accesi dall’automobile e nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificare che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi.

Inoltre non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone boscate o in loro prossimità e in particolare, evitare la dispersione nell’ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici, ecc.) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente.

Nel caso in cui venga avvistato un incendio – consiglia la Coldiretti – non prendere iniziative autonome, ma occorre mantenersi sempre a favore di vento evitando di farsi accerchiare dalle fiamme per informare tempestivamente le autorità responsabili a partire dal Corpo forestale (1515) o dai vigili del fuoco (115).

Dal momento che un elevato numero degli incendi è opera di piromani o di criminali interessati alla distruzione dei boschi, occorre collaborare con la Forestale e con i corpi di Pubblica sicurezza per fermare comportamenti sospetti o dolosi favoriti dallo stato di abbandono dei boschi nazionali.

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