101 vini da bere almeno una volta nella vita. Dopo la presentazione a Salerno, arrivano Palermo e Napoli

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“101 VINI DA BERE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA spendendo molto poco”. E’ questo il titolo dell’ultimo libro firmato da Luciano Pignataro, edito da Newton Compton, già alla seconda ristampa (288 pagine, 14,90 euro).

Un bel viaggio lungo lo stivale enoico che racconta storie di vignaioli e di vini che mostrano un ottimo rapporto qualità-prezzo. Si, perché oggi – in fondo – è sempre più difficile trovare un vino davvero cattivo, e troppi buoni vini alzano eccessivamente il tiro.

Così questa guida simpatica e di facile consultazione testimonia questo momento storico, in cui si cerca la qualità nel rispetto delle proprie tasche. Uscito lo scorso 12 novembre, “101 vini da bere almeno una volta nella vita” segna un nuovo successo per il giornalista salernitano che dal 1994 – anno in cui ha cominciato la sua rubrica di enogastronomia sul quotidiano Il Mattino – ha incontrato sempre più consensi.

Dunque la presentazione, tenutasi lo scorso 23 febbraio a Salerno, non poteva non riscuotere altrettanti. Ristoratori, produttori, esperti del settore, semplici appassionati: tutti si sono stretti attorno all’ultimo successo di Luciano Pignataro. Tra i presenti anche la giornalista Maristella Di Martino e Sergio Galzigna di Slow Food Salerno.

Non ha voluto che si parlasse della pubblicazione, ma soprattutto delle storie che al suo interno disegnano una nuova geografia, quella degli agricoltori che tutelano il territorio e costruiscono con cura – giorno dopo giorno – i loro prodotti.

“Credo sia chiaro perché mi piace il vino, mi fa conoscere persone che hanno costruito, legate al territorio” spiega Pignataro, “il vino è il reale che ti porta verso l’irreale diceva Veronelli, è un viaggio. Nel libro ho voluto raccontare suggestioni, non c’è pubblicità diretta o indiretta. Una delle soddisfazioni che mi sono preso, ad esempio, sta nelle pagine dedicate al Nord, al Centro ed al Sud. Io ho assegnato esattamente lo stesso numero di pagine per ogni area, perché non dobbiamo dimenticare che l’agricoltura è meridionale, il commercio è settentrionale. Purtroppo la burocrazia blocca lo sviluppo del nostro Sud, riflettiamo di più a cosa c’è dietro ad un vino quando lo beviamo”, conclude.

Nell’occasione erano presenti Ida e Mario Corrado dell’Azienda San Giovanni di Castellabate (SA). Una delle tante storie in cui è evidente che il mestiere del viticoltore è un mestiere di passione. Lei faceva l’avvocato, lui l’architetto, ma il vino ha vinto su tutto, sottolineando un legame col territorio molto intenso.

Le prossime presentazioni: il 2 marzo al TeLiMar di Palermo ed il 4 marzo alla Feltrinelli di Napo

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