Pomodori secchi, ingrediente base di un piatto tipico ebolitano: il ciauliello
Pomodori secchi, ingrediente base di un piatto tipico ebolitano: il ciauliello

EBOLI (SA). Questa sera – alle ore 18.00 – presso la Chiesa di San Lorenzo, nel cuore del centro storico approda nuovamente “158 – Salerno una Provincia da gustare”, l’ultimo libro di Enzo Landolfi, in una seconda edizione del tutto rinnovata in racconti e ricette, anche della tradizione ebolitana.

Il libro che ha dato vita ad un vero e proprio movimento “I Centocinquantottini” è un’opera corale scritta grazie alle testimonianze dirette di uomini e donne, giovani e meno giovani, di professionisti e di massaie che raccontano le bellezze paesaggistiche e culinarie dei meravigliosi territori della Provincia di Salerno.

Per Eboli hanno scritto Giuseppe Avigliano e Vincenzo Fulgione. La serata è organizzata dall’Associazione Le Tavole del Borgo in collaborazione con Azzurra Liliano e Weboli.

La squadra di Enzo Landolfi rimodulata per l’occasione prevede i seguenti interventi: la coautrice Milena Carducci, la giornalista Alessandra De Vita, la cultrice di storie delle donne Maria Rosaria Pagnani, l’agronomo Rosa Pepe, la giornalista Raissa Pergola, la coautrice Corinna Strollo e lo storico della gastronomia Antonio Vacca. A gestire i tempi e la conduzione la giornalista Milva Carrozza.

Il tutto decisamente edulcorato dalla bellissima voce di Angela Clemente accompagnata al piano dal Maestro Gianpio Vetromile. Al termine della presentazione gli chef de’ “Le Tavole del Borgo” e dell’Azienda Agricola “La Casa di Angiù”, prepareranno alcuni piatti dell’antica gastronomia ebolitana “alcuni dei quali si trovano sul libro stampato in seconda edizione” – afferma il Presidente Gustavo Sparano, che continua dicendo: “E’ un onore per noi avere fatto parte del grandioso progetto di Enzo Landolfi, sapere poi, che il libro è stato donato al Presidente della Repubblica Mattarella, non ha prezzo! Sembra un caso ma la pagina che parla di Eboli è la n. 158 come il titolo del libro, come se ci volesse dire qualcosa in più: la necessità di soffermarci per un attimo in quei luoghi descritti, in quel nostro centro storico che finalmente non vivrà più solo di ricordi ma da oggi anche di nuove possibilità e quindi di nuovi colori, odori e ancor più di sapori rinnovati nella rielaborazione di quei “piatti poveri” che tanta ricchezza hanno nella tradizione ebolitana.

Il Presidente dell’Associazione Le Tavole Del Borgo conclude preannunciando una sorpresa culinaria per gli avventori.

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