CHEFLavorare nel mondo del food è un sogno per molti, un’opportunità per tanti. Ma per lavorare nel mondo della ristorazione ci vuole esperienza, professionalità e le opportunità non piovono dal nulla, così come ribadito anche da Andrea Sinigaglia, direttore generale della Scuola Internazionale di Cucina Alma.

I profili più richiesti vanno dallo chef allo chef de rang, dal capo sala fino al food and beverage manager.

Ma come ci si fa largo nel settore? Ecco cinque consigli degli esperti di FareTurismo.
Le basi
Essenziali le basi. Per potersi far largo nel mondo del food è importante il curriculum, immancabile è il diploma conseguito all’istituto alberghiero e la conoscenza fluente di due o tre lingue. Ma la formazione al liceo od istituti da vari indirizzi non preclude nulla, anzi. Nei poli d’eccellenza del food si trovano ex psicologi con la passione per la pasticceria bio, laureati in area umanistica che hanno scoperto il gusto e la vocazione per la cucina. Quanto alle lingue, l’inglese è fondamentale. Le partite più interessanti si giocano sui mercati, pardonne, sulle tavole emergenti: cinese, russo, indiano, portoghese.

Occhio al web
Essere presenti sul web è importantissimo. Dal manager di sala all’esperto di marketing, l’aggiornamento digitale fa curriculum ed apre nuove strade. La padronanza dei social network, da Facebook a Youtube, passando per Twitter e Linkedin, è un’ottima carta vincente e può fare breccia come specializzazione tra cantine vinicole, ristoranti stellati e catene alberghiere. Inoltre, per la formazione possono essere presi in considerazione master di primo o secondo livello e stage nel settore della comunicazione aziendale.

Esperienza e tirocini. Le quattro skill: specializzazione, internazionalità, flessibilità e comunicazione
Decisiva è l’esperienza o un periodo di tirocinio. Nel food vale il principio di qualsiasi colloquio: evidenziare bene e subito cosa può interessare all’azienda o al ristorante, collaborazioni, mansioni di sala. Le skills più incisive? Specializzazione su un settore specifico, quantità e qualità delle esperienze internazionali, flessibilità negli spostamenti e negli orari e un’ottima capacità di comunicazione.

Sogno chef
In origini i programmi della tv più gettonati nel campo gastronomico, poi i social, i nuovi format sempre più incisivi hanno “mitizzato” la cucina, diventata sogno di molti. Ma la gavetta, non si fa online bensì sul campo e col continuo aggiornamento. Non guasta anche in questo campo una solida formazione professionale con un ottimo slancio fuori dall’Italia. Importante è viaggiare, vedere, imparare e sperimentare.

Oltre: dalla sala al marketing: le figure più richieste
Non tutti nascono con la vocazione e il sogno di fare gli chef. Anche perché l’enogastronomia spalanca l’offerta a professionalità diverse: dagli esperti di marketing ai degustatori del vino. Il profilo più richiesto e meno trovato: i professionisti della sala. Sono molti i ristoranti di lusso che cercano professionisti che sappiano gestire una sala ed essere tecnici nel servizio.

Quanto si guadagna?
La domanda è di rito: “Ma quanto si guadagna nel mondo dell’enogastronomia?”, Il Sole 24 Ore ha fatto i conti. FareTurismo invita al realismo e scinde le carriere stellari dalla gavetta richiesta a chi accoglie il lavoro in cucina. L’analisi del Sole 24 Ore, viaggia sugli 800-900 euro mensili. Sotto l’asticella dei 1000 euro al mese, per i tirocini low cost, alcuni dei quali sono gratis.

Se la carriera procede, la media delle retribuzioni sale e scende a seconda dell’esperienza e del datore di lavoro. Per chi lavora in alberghi a tre stelle non si scende dai 1.060 euro per un aiuto cucina, 1.072 per un commis de cucina, 1.105 euro per un cameriere, 1.163 euro per un chef de rang, 1.278 euro per i capi cuochi e i responsabili di gelaterie e pasticceria, fino ai 1.377 euro per i responsabili di ristorante.

Queste le cifre di ingresso, ma la bravura, la tenacia, la passione, la professionalità, la dimestichezza che si acquistano sul campo, col tempo vengono premiate. Senza contare che in questo settore si gira molto e ci sono ritocchi di stipendio.

Non resta che armarsi di curriculum, esperienza e passione. In bocca a lupo!

Maria Rosaria Mandiello

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