CETARA. I tempi e i gesti di un autentico borgo marinaro

CETARA (SA). Respiri l’aria di mare, una salsedine densa, l’odore del pescato, delle reti stese ad asciugare, del legno delle piccole barche da pesca.

Sul porto di Cetara neppure l’inverno concede una sosta: la piccola pesca è un mestiere difficile dai guadagni grami, e non ci si può fermare. Il legno va calafatato, riverniciato, c’è da rammendare le reti.

Tra i pescatori c’è scambio talvolta di battute, talvolta di sguardi silenziosi, a seconda delle amicizie o delle invidie, ma tutti sono indaffarati, mentre davanti alla marina gli altri, i non pescatori, si radunano per le chiacchiere di rito.
Cetara è questa: un piccolo autentico borgo marinaro dalle abitudini immutate, con rituali cristallizzati da secoli, la nostra vera Italia del mare, da godere, visitare, osservare lentamente in qualsiasi giorno dell’anno.

foto e testo di Roberto Pellecchia

Cet9

Cet8

Cet7

Cet6

Cet5

Cet4

Cet2

Cet1

Cet10

Cet11

Cet12

Cet13

Cet15

Cet14

Roberto Pellecchia
Roberto Pellecchia

Austriaco di nascita e salernitano di adozione, coltiva da decenni la passione della fotografia e dell’esplorazione del territorio, con cinque guide di successo al suo attivo, tutte dedicate alla Campania e alle sue bellezze. Scrittore e viaggiatore entusiasta, svolge da oltre 30 anni la professione di medico come geriatra e cardiologo.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *