Orti Urbani in Campania. Fondi ben utilizzati, grande esempio il Parco di Pontecagnano

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"ortolani" durante la siesta...
"ortolani" durante la siesta...
“ortolani” durante la siesta…

Campania Felix: con una delibera del 30 ottobre 2009, la Giunta Regionale ha stanziato 1,8 milioni di euro per realizzare Orti urbani legati all’inclusione sociale.
Il progetto, portato avanti e fortemente voluto da Legambiente Campania, che in questo ultimo triennio a Pontecagnano Faiano, Eboli e Succivo ha realizzato attraverso l’autofinanziamento meravigliosi orti urbani gestiti da pensionati, ha come obiettivo la realizzazione di ulteriori mille orti simili, destinando aree di proprietà pubblica alla coltivazione di ortaggi, erbe aromatiche e frutta con scopo di autoconsumo.
I beneficiari dei fondi sono stati i Comuni Associati in ambito territoriale, anche in partenariato, con soggetti del terzo settore. La riqualificazione urbana è realizzata attraverso il recupero delle aree degradate o incolte, nonché di ex spazi scolastici ed ex strutture detentive o manicomiali, ed affidata a soggetti vulnerabili o comunque considerati a rischio di esclusione.
Questa rete campana di orti urbani sociali, promuove soprattutto lo sviluppo dell’agricoltura biologica, destinata a crescere e ad irrobustirsi, e dà agli anziani una valida alternativa all’ozio e alla depressione. L’agricoltura è diventata, infatti, grazie alle prime forme di impresa etica, il luogo dove poter creare servizi di prossimità, attraverso cui promuovere azioni terapeutiche, educative, ricreative, culturali, di inclusione sociale.

I pensionati insegnano ai giovani la coltivazione della terra e i giovani danno il loro contributo traducendo le nozioni apprese anche in comunicazione digitale, per un proficuo scambio di esperienza che trascende le nostre campagne per divenire linguaggio e patrimonio transnazionale.
Ad ottobre di quest’anno, infatti, a Parigi c’è stato il primo incontro sull’argomento.

Abbiamo visitato il Parco Eco Archeologico di Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno, considerato dall’OCSE tra i migliori in Europa, in cui si ammirano 55 orti della misura di 100 metri ognuno, disposti su più percorsi, e affidati a 55 pensionati, lì residenti.
Abbiamo ascoltato i fratelli Alfonso e Rocco Volpe, Michele D‘Auria, Antonio Iovine, Antonio Citro, tutti nonni in pensione che in modo entusiasta coltivano i loro orti, intorno ai quali spesso si riuniscono con mogli, figli e nipotini per trascorrere una giornata all’aria aperta, gustando cibo biologico.
Altro aspetto significativo è che questi novelli e bravi ortolani non sono in competizione tra loro, ma bensì mettono la loro professionalità a disposizione dei colleghi per il buon mantenimento del Parco stesso.
La vita per me ha preso una piega meravigliosa – ci confessa Antonio Iovine – da quando posso coltivare questo orto e dare così, alla mia famiglia e ai miei amici, la possibilità di nutrirsi di cibi sani e di poter passare giornate insieme a raccontare dei tempi andati all’aria aperta”.
Si – intervengono i fratelli Volpe – abbiamo accolto questa possibilità che ci ha dato Legambiente come una benedizione. Siamo stati operai, sempre chiusi in fabbrica, e adesso godiamo il sole e l’aria fresca insieme ai nostri familiari che vengono a trascorrere qui con noi ore piene di gioia e di bellezza”.
I prossimi orti sociali si realizzeranno a Cava de’Tirreni, Tramonti e Minori – afferma Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campaniae saranno inseriti nei Piani di zona. Poi, ancora, ne sorgeranno a Baronissi e a Sala Consilina”.
L’iniziativa, che si concluderà entro la metà del 2014, porta in sé l’intento di creare, nel corso dei successivi anni, circa 2000 orti sociali nella sola Regione Campania.

 

Maria Rosaria Voccia

panoramica orti sociali

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