RAEE in Italia: quanti elettrodomestici dimentichiamo in cantina e cosa è cambiato nel tempo

Hai mai pensato a quanti elettrodomestici inutilizzati giacciono in cantina, in garage o in soffitta? Frigoriferi, lavatrici, televisori, piccoli elettrodomestici… un tempo preziosi, oggi sono diventati ingombranti e spesso dimenticati.

In realtà, rappresentano una risorsa fondamentale: se correttamente smaltiti, possono trasformarsi in nuove materie prime utili per l’economia circolare.

Vediamo com’era la situazione nel 2013 e cosa è cambiato fino al 2024.

Un esercito silenzioso nelle nostre case

Dieci anni fa le indagini stimavano che nelle abitazioni degli italiani si nascondessero circa 200 milioni di elettrodomestici dismessi, con una media di 8 pezzi a famiglia. Un vero “esercito silenzioso” fatto di apparecchi ancora funzionanti, guasti, rotti o semplicemente superati.

Perché li teniamo? Per abitudine, per pigrizia, per affetto o perché non sappiamo bene come smaltirli. In molti casi ci si convince che “prima o poi potrebbero tornare utili”. Così, gli spazi di casa finiscono per trasformarsi in piccoli depositi di tecnologia obsoleta.

Perché accumuliamo RAEE

Già allora gli esperti avevano individuato diversi atteggiamenti diffusi tra gli italiani:

I disinteressati: non hanno tempo o voglia di smaltire i vecchi apparecchi.

I razionali: li conservano pensando possano servire come ricambio o per emergenza.

Gli emotivi: si affezionano agli oggetti, anche se non più funzionanti.

I polemici: li terrebbero solo per protesta, ritenendo difficile lo smaltimento.

I diffidenti: non si fidano del destino finale dei rifiuti elettronici.

Comportamenti diversi, che però portano tutti allo stesso risultato: cantine piene e risorse preziose inutilizzate.

I numeri di oggi: la raccolta cresce, ma non basta

Negli ultimi anni la raccolta dei RAEE in Italia è migliorata. Nel 2024 sono state raccolte oltre 358.000 tonnellate, con una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente.

La media nazionale è di 6,07 kg per abitante, ma il dato varia molto da regione a regione: al Nord supera i 6,5 kg, al Centro si attesta intorno ai 6, mentre al Sud scende sotto i 5 kg, con alcune regioni ancora ferme a circa 3 kg per abitante.

Analizzando le categorie:

I piccoli elettrodomestici sono quelli più recuperati (+7,5% in un anno).

I grandi bianchi (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie) crescono del 4%.

I climatizzatori e i frigoriferi registrano un +3,3%.

In calo invece TV e monitor (–10,9%), complice il termine del bonus statale legato al digitale terrestre.

Nonostante i progressi, siamo ancora lontani dagli obiettivi europei: serve un impegno maggiore sia da parte delle istituzioni che dei cittadini.

Cosa possiamo fare noi

Ogni cittadino può contribuire a migliorare la raccolta dei RAEE:

  • Portare i vecchi elettrodomestici alle isole ecologiche del proprio Comune.
  • Usare il servizio “uno contro uno”: quando acquistiamo un nuovo apparecchio, il rivenditore è obbligato a ritirare gratuitamente il vecchio.
  • Sfruttare l’“uno contro zero” nei negozi di elettronica: si possono consegnare i piccoli RAEE anche senza obbligo di acquisto.
  • Partecipare alle giornate di raccolta straordinaria spesso organizzate dai Comuni.

Dal 2013 a oggi la sensibilità sul tema RAEE è cresciuta e i numeri lo confermano. Ma non basta: nelle nostre case ci sono ancora troppi apparecchi dimenticati che potrebbero diventare preziose risorse.

Liberiamoci dei vecchi elettrodomestici e trasformiamo ciò che sembra un rifiuto in un’opportunità per l’ambiente e per il futuro.

Redazione
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