EuVite: una case history calabrese che conquista anche i lucani

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euvite-716x260EuVite applaudita come modello di aggregazione virtuoso tra aziende vitivinicole nell’ambito del seminario organizzato il 25 giugno da INEA e dal Gal COSVEL “Il vino in Basilicata, tra qualità, storia e cultura” alla Masseria Battifarano a Nova Siri Marina (Matera).

Soddisfazione per l’associazione calabrese costituita dalle cantine Librandi, Malaspina, Poderi Marini, Serracavallo e Statti a una settimana dal riconoscimento attribuito a EuVite per l’«eccellenza nell’utilizzo dei fondi europei» nell’ambito delle attività del Programma Rete Rurale Nazionale 2007-2013 e dopo il successo delle iniziative organizzate con Edizioni L’Informatore Agrario, partner dell’associazione per sviluppare attività di informazione e comunicazione volte ad ampliare la cultura del vino calabrese in Italia.

In un contesto in cui la Basilicata sta sviluppando la propria filiera vitivinicola e verificando le potenzialità di progettazione integrata nell’ambito del PSR (Programma di Sviluppo Rurale), EuVite ha costituito una case history di riferimento in Italia per mettere in luce le perle enologiche regionali e valorizzarle a livello di comunicazione e commerciale, puntando sulla particolarità dei territori.

Nel seminario è emerso infatti come EuVite costituisca un modello di marketing, ma soprattutto di aggregazione tra comparto vitivinicolo, agricolo, enogastronomico e turistico, che ha unito piccole e grandi realtà qualitativamente importanti, mantenendone le peculiarità. Una strada obbligatoria oggi per far emergere le nostre eccellenze nel mondo.

Tra le autorità presenti a Nova Siri Marini Stefano Vaccari, direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare del Mipaaf (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali). Numerose le analogie riscontrate tra due regioni che si stanno rimboccando le maniche per fare conoscere su più vasta scala le proprie produzioni di spicco facendo perno su vitigni autoctoni come il Gaglioppo per la Calabria e l’Aglianico per la Basilicata.

«Nell’area del Vulture, ad esempio, vantiamo numerose eccellenze enologiche ma dobbiamo organizzare l’offerta guidati da obiettivi comuni» ha osservato a questo proposito Maria Assunta D’Oronzio, per INEA Basilicata. EuVite sintetizza un percorso organizzato e ben avviato che ha messo in rete realtà di piccole e grandi dimensioni unite dalla comune volontà di abbinare alla qualità e alla tipicità delle produzioni la forza di numeri più importanti sul mercato sviluppando il concetto di rete e coinvolgendo numerosi attori sul territorio. La sinergia con Edizioni L’Informatore Agrario ha dato risonanza all’attività dell’associazione sensibilizzando stampa e operatori attraverso conferenze stampa, degustazioni, educational tour e pubblicazioni mirate.

«Calabria e Basilicata sono in genere poco considerate come regioni enologiche dal mercato – ha spiegato Nicodemo Librandi, presidente di EuVite, nel suo intervento al seminario. Il successo mediatico ottenuto da EuVite grazie alle iniziative di comunicazione realizzate con Edizioni L’Informatore Agrario lo dobbiamo principalmente alla capacità di fare rete superando gli individualismi: l’aggregazione, tanto caldeggiata dall’Unione Europea, è il vero motore dell’economia italiana».

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