Non c’è mai un periodo sbagliato per andare a Valencia; la sua posizione geografica, sulla costa orientale della Spagna, e il suo clima tendenzialmente caldo-umido, la rendono perfetta per un soggiorno anche nei mesi autunnali e invernali e, forse, se non si ama il caldo eccessivo, conviene evitare proprio l’alta stagione estiva.
Terza città iberica dopo Madrid e Barcellona con oltre 800.000 abitanti, si trova in una posizione intermedia tra la Catalogna e l’Andalusia, conservando tuttavia il bilinguismo catalano, seppur in una variante detta appunto Valenciana, cosa che si noterà subito quando si gira per la città.

La vivibilità di Valencia è intuibile dal riconoscimento di Capitale Verde Europea del 2024 e lo si legge nelle numerose aree verdi della città, a iniziare dal Parco del Turia, ricavato dalla colmata del vecchio letto del fiume, oggi vera e propria valvola di sfogo dei valenciani che ogni giorno vi passeggiano, si rilassano e svolgono attività sportive.

Le origini di Valencia risalgono al 138 a.C., quando i Romani fondarono la colonia di Valentia Edetanorum. Nel corso dei secoli la città passò sotto il dominio visigoto, musulmano e, infine, cristiano. Il suo centro storico conserva ancora oggi testimonianze di ogni epoca: mura arabe, palazzi gotici, chiese barocche e costruzioni liberty del primo Novecento.

Scopriamo insieme quali sono le 10 tappe imperdibili sia all’interno, sia fuori del centro storico.


1) La Cattedrale
Ogni visita a Valencia inizia dalla sua cattedrale, costruita su un preesistente tempio romano successivamente riconvertito in moschea, mentre l’attuale edificio risale al XIII secolo. A parte la maestosità di questa chiesa in cui prevale lo stile gotico, molti turisti sono attratti dalla presenza del Sacro Graal, il sacro calice che Gesù usò durante l’ultima cena, custodito nella suggestiva Cappella del Sacro Calice.
Secondo la tradizione, dopo l’ultima cena, San Pietro lo portò a Roma e i papi che gli succedettero lo tennero lì fino a San Sisto II. Questi mandò la reliquia a Huesca e durante l’invasione musulmana il calice fu nascosto nei Pirenei. Fu poi Alfonso il Magnanimo a portare la reliquia a Valencia. Un altro dei gioielli della Cattedrale sono gli affreschi rinascimentali dell’Altare Maggiore della Cattedrale di Valencia, riscoperti pochi anni fa quando la volta barocca che li ricopriva è stata rimossa.
I dipinti datano alla seconda metà del Quattrocento. Da non perdere il museo della cattedrale che conserva opere notevoli tra cui alcuni dipinti di Goya e una salita sulla sommità del Miguelete, il campanile da cui si gode una spettacolare vista sulla città.

2) La Lonja de la Seda (la Borsa della seta)
Durante il Medioevo, Valencia visse un periodo d’oro grazie al commercio e alla produzione di seta. La Lonja è uno degli edifici caratteristici della città, oltre ad essere uno dei più famosi monumenti appartenenti al gotico civile che si possa trovare in Europa.
I suoi sontuosi interni sono la testimonianza tangibile della ricchezza della città all’epoca.

3) Il Mercado Central
Quasi di fronte alla Borsa della Seta si trova l’affascinante edificio del Mercato Centrale, costruito tra il 1914 e il 1928, che copre una superficie di oltre 8000 metri quadrati. Appena entrati ci si immerge in un tripudio di gente, colorite bancarelle (più di 250!) con ogni genere di alimenti: frutta, verdura, pesci, specialità locali, street food e, esattamente al centro, neanche a dirlo, il Central Bar dove si può gustare il meglio dell’offerta giornaliera.
Adiacente al Mercato si trova la pregevole e maestosa facciata della Chiesa di San Giovanni del Mercato, attualmente in fase di restauro.

4) Il Quartiere del Carmen
È il quartiere più antico di Valencia e vanta almeno mille anni di storia, dove elementi di architettura medievale si mescolano con quelli di fine Ottocento e inizio Novecento. Al suo limite si trovano le uniche due porte di accesso medievali rimaste, le imponenti porte di Serrano e quella di Quart.
Si tratta di una zona della città abbastanza silenziosa di mattina ma che inizia ad animarsi via via che scorrono le ore della giornata per la presenza di molto locali caratteristici. Prende il nome dall’antico Convento del Carmen, che vale una visita.

5) Il Convento del Carmen
L’ex-Convento del Carmen, fondato dopo la conquista cristiana nel 1281, è oggi il Centre del Carme Cultura Contemporanea, e merita di essere visto proprio per la sua doppia valenza architettonica e culturale.

6) La Chiesa di San Nicola di Bari e San Paolo Martire
Sempre nel quartiere del Carmen, la Chiesa di San Nicola di Bari e San Paolo Martire è diventata una tappa obbligata a Valencia da quando sono stati recuperati gli impressionanti dipinti murali sulla volta, che le hanno dato l’appellativo di “Cappella Sistina di Valencia”. Tra il 1690 e il 1693 l’interno della chiesa fu completamente rivestito con una ricca decorazione barocca.
Gli spettacolari affreschi, che illustrano scene della vita di San Nicola di Bari e di San Pietro Martire, furono ideati dal celebre artista Antonio Palomino ed eseguiti dal suo discepolo Dionís Vidal. Qualche anno fa sono stati sottoposti a un accuratissimo restauro che ne ha riportato alla luce l’incredibile policromia e bellezza.


7) Il Municipio
L’Ayuntamiento (Municipio) di Valencia si trova nella grande piazza omonima nella parte meridionale del centro storico ed è costituito da due edifici unificati: le antiche Scuole dell’Arcivescovo Mayoral, “Casa de la Enseñanza”, e l’edificio innalzato nel XX secolo, opera degli architetti Francisco de Mora y Berenguer e Carlos Carbonell Pañella.
L’aspetto è davvero monumentale e imponente e vale la visita sia per il grande salone delle feste, sia per il terrazzino panoramico che dà sulla piazza, entrambi al primo piano. Ospita anche il museo storico della città.

8) Il Museo Nazionale della Ceramica
Imperdibile per chi è amante della ceramica, ma se anche l’argomento non dovesse interessare la sua facciata settecentesca è talmente bella e sontuosa che davvero non si può fare a meno di passarvi davanti!
9) La Ciudad de las Artes y las Ciencias
Progettata dal celebre architetto Santiago Calatrava e inaugurata nel 1998, la Città della Scienza, che comprende anche il celebre Oceanografic, rappresenta una delle più grandi opere di architettura contemporanea d’Europa.
Il complesso comprende:
– L’Hemisfèric, un cinema IMAX e planetario dalla forma di occhio umano;
– Il Museo de las Ciencias Príncipe Felipe, un museo interattivo dedicato alla scienza e alla tecnologia;
– L’Oceanogràfic, il più grande acquario d’Europa, con habitat marini provenienti da tutti i continenti;
– Il Palau de les Arts Reina Sofía, teatro dell’opera e della musica;
– L’Umbracle, un giardino botanico e punto panoramico sulla città.
Quasi tutte le visite si concentrano sull’Oceanografic e i suoi affascinanti ambienti marini che rappresentano praticamente ogni parte acquatica del mondo; vi si trova anche un delfinario in cui diverse volte al giorno viene offerto uno spettacolo con grande valenza educativa sul mondo dei cetacei.

10) Le spiagge urbane
Valencia vanta alcune delle spiagge urbane più belle della Spagna, come la Playa de la Malvarrosa e la Playa de las Arenas, facilmente raggiungibili dal centro. L’ampio lungomare, costellato di ristoranti e chiringuitos, è perfetto per una cena a base di pesce o per gustare la celebre paella valenciana, piatto nato proprio qui.
Quello che colpisce è che queste spiagge, oltre a essere davvero grandissime, sono estremamente curate e con servizi (spogliatoi, docce, bagnini) gratuiti offerti dal Comune. Solo in alcune piccole aree si trovano dei noleggiatori di lettini e ombrelloni per chi li desidera.
Qui i valenciani passano spesso in leggerezza l’intera giornata fino a sera, per concludere con una cena in uno dei tanti locali adiacenti alla spiaggia. A differenza degli abitanti, che non mangiano la paella di sera perché la ritengono troppo pesante, i turisti la ordinano a ogni ora del giorno anche perché, ricordiamolo, la celebre paella, ormai diffusa in ogni parte del mondo, è nata proprio a Valencia.

La paella valenciana
La varietà “valenciana” viene fatta con riso, pollo, coniglio e verdure ma, volendo si possono trovare anche tutti gli altri tipi di paella, nessuna esclusa.
Alla fine non può mancare il consiglio su dove mangiare davvero un’ottima paella. Anche se la qualità è mediamente buona un po’ ovunque, una segnalazione ben meritata va alla Taberna Los Gomez, nel centro storico (Calle de Correus 10, tel +34962932497): locale accogliente, personale gentile, prezzi giusti e qualità davvero alta!






















