Una nuova legge per le Pro Loco della Campania: “Una storia che diventa futuro”

Approvata la nuova Legge Regionale che riconosce pienamente il ruolo delle Pro Loco campane. L’UNPLI Campania celebra un traguardo storico che rafforza il legame tra volontariato, identità e turismo di prossimità.

Una riforma attesa da anni

Dove c’è una Pro Loco, c’è una storia che vive. E da oggi quella storia ha una nuova pagina da scrivere. Il Consiglio Regionale della Campania ha approvato la modifica alla Legge Regionale 18/2014, dando finalmente pieno riconoscimento al ruolo e alle funzioni delle Pro Loco, associazioni che da decenni custodiscono e promuovono il patrimonio materiale e immateriale dei territori.

Un passaggio che l’UNPLI Campania (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) definisce “un momento storico”, poiché restituisce alle oltre 520 Pro Loco campane una cornice normativa chiara, stabile e moderna.

Questa legge è il riconoscimento formale di un impegno collettivo, radicato nel cuore dei nostri territori”, afferma Luigi Barbati, Presidente di UNPLI Campania. “Negli ultimi cinque anni abbiamo costruito un dialogo costante con la Regione, fondato sull’ascolto e sulla collaborazione. Oggi quel lavoro trova concretezza in una legge che guarda al futuro”.

Cosa cambia con la nuova legge

Fino a oggi, le Pro Loco rientravano in una normativa generale sul turismo, limitata alla gestione dei contributi economici. Con l’approvazione della nuova legge, invece, si compie un passo decisivo: vengono definite con precisione funzioni, compiti e ruolo istituzionale delle associazioni, oltre a un pieno riconoscimento giuridico delle Unioni di Associazioni Pro Loco, come UNPLI Campania, che rappresentano in modo diretto e autentico il mondo delle Pro Loco.

La Campania investe nella partecipazione e nella competenza diffusa – continua Barbati – e riconosce alle Pro Loco la loro capacità di costruire comunità e di generare valore sociale ed economico attraverso la cultura, il turismo e le tradizioni popolari”.

Tra i punti centrali del provvedimento:

il riconoscimento operativo nell’accoglienza turistica, con la possibilità per le Pro Loco iscritte all’Albo Regionale di gestire direttamente i Servizi di Informazione e Accoglienza Turistica (SIAT);

la creazione della piattaforma digitale “Pro Loco Campania”, pensata per migliorare il coordinamento tra Regione e associazioni;

la semplificazione dei rapporti istituzionali e l’accesso più trasparente ai contributi e ai bandi regionali.

La rete delle Pro Loco, un patrimonio sociale

Le Pro Loco sono l’anima pulsante delle comunità locali: associazioni di volontari che si impegnano ogni giorno per valorizzare borghi, tradizioni, dialetti, paesaggi, prodotti tipici e saperi artigianali.
Organizzano eventi, sagre, percorsi culturali e iniziative di turismo lento che generano coesione sociale e identità territoriale.

Le Pro Loco sono realtà vive, fatte di persone che mettono passione e tempo al servizio della collettività”, spiega Barbati. “Dietro questo traguardo ci sono volti, mani e idee. Ci sono i volontari, i presidenti provinciali, i ragazzi del Servizio Civile Universale. Persone che credono profondamente nel valore della comunità e nella bellezza del proprio territorio”.

Una legge che guarda avanti

La nuova normativa è frutto di un percorso di confronto istituzionale tra Regione Campania, Assessorato al Turismo e UNPLI, sostenuto da una rete di amministratori e funzionari regionali.

L’UNPLI Campania esprime gratitudine all’assessore al Turismo Felice Casucci, al Presidente della Commissione Turismo Giovanni Mensorio, al Presidente della Commissione Bilancio Franco Picarone e al Presidente del Consiglio Regionale Gennaro Oliviero per l’ascolto e il sostegno all’iniziativa legislativa.

Il provvedimento rappresenta un investimento concreto nella cultura, nel turismo e nelle energie delle comunità locali.

Abbiamo dimostrato – conclude Barbati – che quando il mondo delle Pro Loco fa rete con serietà e visione, può incidere davvero. Lo fa da sempre per passione e con amore, e oggi trova finalmente nella legge il riconoscimento che merita”.

Redazione
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