Un grande mercato: l’Australia Arrivano la mozzarella di bufala con Falerno, Asprinio e Galluccio

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CASERTA. La Camera di Commercio di Caserta, in collaborazione con il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, ha promosso le “giornate casertane” a Melbourne in Australia, in una missione istituzionale che propone oltre oceano l’eccellenza delle produzioni agroalimentari: mozzarella di bufala campana Dop e i vini Falerno, Galluccio e Asprinio.

L’Australia rappresenta un mercato in grandissima espansione e un’occasione per le produzioni italiane: secondo i dati ICE, infatti, nell’ultimo biennio l’export nostrano verso il continente nuovissimo è cresciuto del 31% e l’Italia è divenuto il terzo esportatore UE.

Da lunedì 12 dicembre e fino ad oggi sabato 17, una delegazione camerale, un rappresentante del Consorzio di tutela Mozzarella Dop e uno del Consorzio di tutela dei vini Dop sono in Australia per far conoscere il made in Caserta.

In questi primi giorni di contatti tra i responsabili dei Consorzi e gli importatori le nostre eccellenze alimentari stanno suscitando successo e interesse”. Ad affermarlo è Pasquale Giglio, consigliere e membro di giunta camerale, capo della delegazione in Australia. “Dai primi resoconti – gli fa eco Tommaso De Simone, presidente della Camera di commercio – appare evidente che i nostri prodotti stanno incontrando i favori degli importatori. Piace evidenziare che abbiamo visto giusto quando decidemmo di programmare questa missione, che il collega Giglio sta conducendo con professionalità e, allo stesso tempo, con passione. Una delle ragioni del successo, evidentemente, sta nel fatto che non singole aziende ma i vertici dei Consorzi che le raggruppano sono lì a lavorare per rappresentare le nostre eccellenze e favorirne l’export. È questa la strategia migliore, che nasce dalla consapevolezza di dovere unire, mettere insieme le forze, le capacità e le competenze”.

Per il presidente del Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo “la missione in Australia è un esempio virtuoso della capacità di fare sistema, chiave di volta per penetrare in mercati internazionali complessi”.

L’agenda della delegazione è fitta di impegni. Tra l’altro, sono previste anche due lezioni teoriche e pratiche curate dallo chef e dal sommelier che fanno parte del gruppo. L’attività didattica si è tenuta nello “William Angliss Institute”, che è il tempio della scuola enogastronomica australiana.

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