Tra Sardegna e Corsica. Il fascino selvaggio delle Isole Intermedie

I Romani le chiamarono Cuniculariae, cioè isole dei conigli, nel Medio Evo erano conosciute come Isole Intermedie, per indicare con questo nome la posizione, quasi una sorta di ponte, tra la Sardegna e la Corsica, tra Palau e Bonifacio.

Il toponimo legato all’isola maggiore, e poi a tutto l’arcipelago, La Maddalena, usato dal 1570, ha origini incerte ma probabilmente è legato a una cappella dedicata alla santa di cui si è persa ogni traccia.

Per la bellezza e unicità di queste isole nel 1994 vi è stato istituito il Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, che si estende su terra e su mare per una superficie di oltre 20000 ettari, all’interno dei quali sono comprese oltre quaranta tra isole e isolotti, con uno sviluppo costiero di 180 chilometri.

Al di là dei numeri, tra le cale e i promontori delle piccole isole si trovano scorci di costa e di mare tra i più belli del Mediterraneo grazie ai quali da oltre mezzo secolo l’arcipelago è diventato una delle mete più apprezzate del turismo internazionale, senza che ciò le abbia piegate nella loro natura selvaggia e incontaminata, proprio grazie alle rigide regole del parco.

Scolpite dall’impetuoso vento di Maestrale, che nelle Bocche di Bonifacio talvolta soffia ululando per giorni e giorni, e da marosi di potenza micidiale che hanno provocato innumerevoli naufragi, sono impreziosite da sculture naturali che nel corso dei millenni le intemperie sono riuscite a modellare nel granito, creando forme e sagome bizzarre che stuzzicano da sempre l’immaginazione di marinai e visitatori.

Per lungo tempo le isole furono deserte. Ospitarono per brevi periodi avamposti fenici, greci, romani e di pirati barbareschi, finché furono stabilmente popolate da gruppi di pastori corsi che fondarono la prima comunità sull’isola principale, La Maddalena, che oggi è anche l’unica ad avere un vero centro abitato con circa diecimila abitanti.

Pastori e pescatori, i maddalenini sono stati sempre fieri e indipendenti, tanto da respingere anche l’espansione di Napoleone Bonaparte grazie alla perizia del nocchiero Domenico Millelire che riuscì a impedire l’avanzata dei francesi nel 1793.

La Maddalena è anche il nome della piccola e pittoresca cittadina, resa gradevole dal suo nucleo ottocentesco e dalle barche placidamente ormeggiate nel porto di Cala Gavetta, animata in estate dal brusio dei turisti e ammantata di quiete in inverno.

Subito a est, collegata alla Maddalena dal ponte del Passo della Moneta, c’è Caprera, l’isola di Garibaldi, la cui dimora ogni anno viene visitata da migliaia di persone.

Caprera è anche apprezzata per le sue belle spiagge e per alcune incredibili cale, come la famosissima Cala Coticcio che Folco Quilici ribattezzò Baia Tahiti per i suoi incredibili colori.

A sud, la piccola isola di Santo Stefano ospita un resort esclusivo, per una vacanza stellata indimenticabile.

Un braccio di mare di 1,6 chilometri separa invece a ovest La Maddalena da Spargi, la terza isola dell’arcipelago che, con i suoi 4,2 kmq di superficie è anche la più grande isola italiana completamente disabitata, popolata solo da colonie di cinghiali che vi scorrazzano liberi dissetandosi alle pozze d’acqua che si trovano sulle alture. A Spargi le barche fanno sosta nella bellissima Cala Corsara, protetta dai venti occidentali e amata per le sue acque cristalline.

Puntando a nord si va incontro a emozioni ancora ancora più forti, perché troviamo Budelli, Santa Maria e Razzoli, che sono isole davvero speciali.

Quasi a toccarsi, convergendo tra di loro, formano uno specchio d’acqua chiamato “Porto Madonna” perché ripara da tutti i venti e, soprattutto, è qui che i fondali danno il massimo spettacolo per varietà di colori, espressi in ogni sfumatura immaginabile di blu, azzurro e turchese.

A Budelli fa scena la splendida Spiaggia Rosa, costituita da sabbia ricca di pezzi di corallo, conchiglie e piccoli pezzi di granito che le conferiscono questa particolare colorazione.

Subito dietro la spiaggia c’è la casetta, oggi disabitata, del toscano Mauro Morandi che vi visse in completa solitudine per amore del mare e dell’isola, custode volontario della sua infinita bellezza per ben 38 anni.

Anche sulla vicina Santa Maria esistono alcune case, diciannove in tutto, costruite in quegli anni Sessanta in cui tutto era ancora possibile, e oggi utilizzate come residenze estiva.

Va detto comunque che nel XIII secolo vi era già un monastero di eremiti Benedettini e cinque secoli dopo vi abitarono i Bertoleoni, una famiglia di avventurieri, che successivamente si spostarono di isola in isola per approdare alla fine a Tavolara, fondando un regno indipendente la cui esistenza è ancora oggi oggetto di pittoresche dispute giuridiche.

A Santa Maria è presente anche un minuscolo albergo e l’isola è molto apprezzata per la spiaggia di Cala Santa Maria, una delle più grandi dell’arcipelago.

A Ovest di Santa Maria, separata da poche decine di metri c’è la selvaggia Razzoli, su cui l’unica costruzione presente è il faro. Particolarmente frastagliata, offre alcune cale e spiagge, raggiungibili in barca, per chi ama un bagno nella solitudine più completa.

Altre isole minori punteggiano il mare meraviglioso della Maddalena e, tra queste, vanno citate necessariamente Barrettini, Corcelli e Piana. È un luogo mediterraneo primordiale, dominato dai gabbiani e cormorani, che anche nei periodi di alta stagione offre una esclusività pressoché assoluta.

Provate a gettare l’ancora nello specchio tra Corcelli e Piana, o in una delle insenature di Barrettini, e concluderete la vostra esperienza nell’arcipelago dimenticando ogni altro angolo del mondo.

Roberto Pellecchia
Roberto Pellecchia

Austriaco di nascita e salernitano di adozione, coltiva da decenni la passione della fotografia e dell’esplorazione del territorio, con cinque guide di successo al suo attivo, tutte dedicate alla Campania e alle sue bellezze. Scrittore e viaggiatore entusiasta, svolge da oltre 30 anni la professione di medico come geriatra e cardiologo.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *