Se la crisi impazza, i consumi si fanno alternativi

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Complice la crisi economica, gli stili di vita degli italiani cambiano. Meno soldi per il cibo, e si riscoprono vecchie abitudini: la colazione urbana e l’orto casalingo. I consumi degli italiani calano e sopraggiungono segnali confortanti come la lotta allo spreco, la riscoperta della tradizione e dell’aiuto reciproco.

I dati di “La crisi cambia spesa e le vacanze degli italiani” del rapporto Coldiretti basato sui dati Istat parlano di una situazione difficile. In base ai dati, nel 2012 il 30% delle famiglie ha ridotto nettamente la spesa per i generi alimentari, anche a causa del netto aumento dei prezzi.

Gli italiani decidono di tagliare la quantità di carne, calata del -6% e del pesce a -3 %. Ridotti anche i vizi ritenuti superflui, come l’aperitivo serale o la colazione al bar. Aumentano, invece, i pasti considerati fondamentali, come quelli a base di pasta +3% e la colazione a casa, fatta con latte e fette biscottate.

Proseguendo nella letture il messaggio che trapela è: meno alimentazione “costosa”, più alimentazione alternativa. Crollano gli acquisti dei beni voluttuari, caramelle in primis, della spesa al supermarket tradizionale -43% e della spesa fatta tanto per riempire il carrello, praticata solo dal 43% della popolazione.

Aumentano gli acquisti dei prodotti che hanno un buon rapporto qualità- prezzo, come la frutta di stagione e i prodotti locali. Gli esperti Coldiretti fanno notare come stiamo tornando alle antiche abitudini: meno cibi confezionati e più vacanze con ricette della nonna e panini preparati con gli avanzi.

Cresce il numero di italiani che fa la spesa al discount o in quelle strutture capaci di mantenere un rapporto con il cliente. Infine, la questione orti urbani. Queste sono le manifestazioni più evidenti del nuovo modo di mangiare, leggero per il portafoglio ma attento a gusto e salute.

La crisi preoccupa ma offre anche innumerevoli opportunità: per usare le parole del presidente Coldiretti, Sergio Marini: “Ricostruire il rapporto che lega il cibo in tavola con il lavoro necessario per coltivarlo, è un passo importante per un Paese che ha bisogno di riscoprire la propria identità per tornare a crescere“.

Maria Rosaria Mandiello

 

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