Salamanca, Patrimonio UNESCO dal 1988, per quanto non si trovi negli immediati dintorni di Madrid, andrebbe inserita in ogni programma di viaggio che includa la capitale spagnola o un tour nel centro-nord della penisola iberica.
Situata poco più di 200 km a nord-ovest dalla capitale, fa parte della Comunità Autonoma di Castiglia e León.

Non è una città di grandi dimensioni e, in particolare, il suo centro storico si esplora agevolmente a piedi, permettendo nel corso di una giornata la visita a tutti i monumenti più importanti ma, va sottolineato, conviene trattenersi almeno una notte perché Salamanca offre uno dei suoi aspetti più affascinanti proprio di sera.
E se per caso arrivate in città proprio di pomeriggio o di sera, avrete subito modo di innamorarvi di questa città.

A Salamanca, infatti, si trova la più bella piazza di Spagna, la Plaza Mayor che, generosamente illuminata di sera con centinaia di luci, fa letteralmente sbiadire qualsiasi altra piazza al confronto, compresa l’omologa Plaza Mayor madrilena che pure le assomiglia. Gli ottantotto archi di questa piazza porticata invitano a fare un giro di tutto il perimetro per godere di ogni dettaglio architettonico.

I medaglioni che si vedono frontalmente sono quelli dei personaggi celebri della Spagna dell’epoca, tra cui anche Miguel Cervantes, autore del Don Chisciotte. Almeno una sera fermatevi a cenare qui, la maestosa atmosfera della piazza vi avvolgerà letteralmente, lasciando un ricordo indelebile.

E, a proposito della cena. anche se siamo turisti, ricordiamoci che la paella non è un piatto di queste zone. Se volete mangiare tipico, molto meglio un “cochinillo”, lo squisito maialino nero che viene allevato in questa regione, e anche gli ottimi salumi.
Nel dopo-cena è quasi d’obbligo fare una passeggiata verso la cattedrale e gli altri monumenti che visiterete (o magari avete già visitato) di giorno, tutti splendidamente illuminati.

Nell’esplorazione vera e propria della città conviene ancora prendere come riferimento la Plaza Mayor e l’adiacente mercato coperto in stile Liberty (date un’occhiata all’interno!) e dirigersi verso la Rua Mayor fino ad arrivare alla Casa de las Conchas, un edificio estremamente originale decorato con numerose conchiglie che rappresentano l’unione, tramite matrimonio, di due nobili famiglie di Salamanca. Al suo interno si trova una biblioteca pubblica a cui si accede varcando un grazioso cortile porticato.

Di fronte all’ingresso della Casa de las Conchas si trova la Chiesa della Clerecia, la cui visita non va tralasciata, sia per la splendida vista sulla città che si ha dalle torri, sia perché si ha modo di conoscere molti degli ambienti, austeri e affascinanti, del complesso.

A breve distanza si trova l’ingresso dell’Università di Salamanca, fondata nel XIII secolo, la più antica della nazione. Raggiunse il suo massimo splendore nel XVI secolo con la sua Scuola Filosofica in cui fu ampiamente discusso il diritto naturale dei nativi americani durante il periodo delle conquiste spagnole, diventando in tal modo una delle sedi fondanti del diritto internazionale moderno.

Ancora oggi la prestigiosa università è frequentata da studenti provenienti da ogni parte del mondo. Anche questo edificio è visitabile con accesso alle aule e agli ambienti storici più prestigiosi. Da ammirare con attenzione la ricchissima facciata dell’ingresso, un’opera di stile plateresco che risale al 1529, in cui sono raffigurati il medaglione dei monarchi cattolici, gli scudi della corona ispanica, eroi mitologici come Ercole e numerose figure allegoriche.

Ciò che però tutti cercano è una rana, davvero difficile da individuare se non se ne conosce la posizione, perché, per quanto in realtà si tratti di un simbolismo legato alla morte, secondo la tradizione gli studenti che riescono a vederla senza aiuto avranno fortuna nel superare i loro esami.

Dalla parte opposta della piazza si accede al Patio de Escuelas Menores, una graziosa area porticata che circonda un prato e cui si aprono varie porte. Da una di queste si accede al Cielo di Salamanca, une meravigliosa volta dipinta del XV secolo che raffigura stelle, pianeti e costellazioni, unico residuo originale dell’antica Scuola di Astrologia dell’Università.

L’ambiente è mantenuto in semi-oscurità per far sì che lo spettatore, adattando la percezione visiva, solo dopo alcuni minuti di osservazione si trovi a riconoscere lo splendore della volta dipinta che inizialmente appare poco visibile.

A breve distanza, tornando sulla Rua Mayor, si arriva alla maestosa Cattedrale di Salamanca, anzi, al complesso delle due cattedrali, la Nuova e la Vecchia. La particolarità di questa “doppia cattedrale”, quasi unica al mondo, è che dalla Cattedrale Nuova si accede a quella Vecchia.

Per quanto quest’ultima non presenti la grandiosità della Nuova, si viene rapiti dalla silenziosa atmosfera medievale che si respira. Trovarsi al suo interno significa ricordare che le sue pareti sono state testimoni di banchetti, esami universitari, concili e tribunali dell’Inquisizione.

Poche centinaia di metri separano il complesso delle cattedrali dal convento e chiesa di San Esteban che, oltre alla magnifica facciata, va citata perché secoli fa venne visitata anche da Cristoforo Colombo.

I tesori di Salamanca non finiscono qui, e vanno citati ancora il Museo di Art Nuveau e Art Deco, il romantico Giardino di Calisto e Melibea, piccolo e curato spazio verde cittadino, la Caverna di Salamanca, cripta di un’antica chiesa attribuita al “santo mago” Cipriano in cui secondo la leggenda accoglieva una scuola di scienze occulte dove il diavolo rubò l’ombra di un nobile.

Da non tralasciare nemmeno un’occhiata all’ariosa corte rinascimentale del Palazzo della Salina, nome che deriva dalla sua antica funzione di deposito del Sale. Oggi è sede dell’Amministrazione Provinciale di Salamanca e il cortile si può visitare liberamente.

A sud del centro storico si trova l’antico Ponte Romano sul fiume Tormes, particolarmente valorizzato dall’illuminazione notturna che gli dona un fascino particolare.

Da ultimo un consiglio per la cena. Come coniugare la voglia di cenare nella stupenda Plaza Mayor e scegliere un ristorante che non abbia caratteristiche troppo “turistiche”? A me la soffiata l’ha fatta un italiano che vive a Salamanca da 28 anni: andate da Meson Cervantes, nell’angolo sudorientale della piazza.
Oltre al celebre maialino sono presenti tante altre specialità e posso dire di aver mangiato il miglior polpo alla griglia della mia vita!

Rispondi

Please enter your comment!
Please enter your name here