Qualche curiosità sul tessile in Italia e nel mondoIn ascesa il quilting

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    In Italia,  per il ricamo e il merletto non esiste una fonte ufficiale che censisca questo immenso patrimonio che vive e si tramanda attraverso le sue innumerevoli associazioni, sezioni di circoli culturali, scuole, laboratori artigiani, oltre a club, gruppi parrocchiali, singole appassionate o salotti di amiche, ma anche libere professioniste che hanno fatto di questa passione il lavoro della loro vita; raccontano e organizzano corsi per il sempre crescente pubblico che si avvicina e appassiona alla creatività tessile. Gruppi di persone che guardano sempre più all’estero per confrontarsi, apprendere nuove tecniche e scambiarsi “esperienze” sull’argomento.

    Ed è proprio questa la rivoluzione maggiore della realtà tessile odierna: la trasmissione di identità culturale attraverso le tecniche; ricamare non è solo saper mettere i punti ma ricostruire, attraverso l’uso dei materiali e dei motivi decorativi, un’appartenenza alla storia del proprio territorio, a quella storia che il lavoro di generazioni di donne ha contribuito a costruire. Così ad esempio nasce la curiosità di approfondire la storia medievale attraverso il Ricamo Canusino che si rifà alle architetture ed ai bassorilievi del periodo Matildico nella zona di Reggio Emilia; o di certi laboratori umbri ad Assisi, Città di Castello o Deruta che tanto impulso hanno dato all’inizio del secolo scorso all’emancipazione femminile attraverso un lavoro finalmente retribuito, attingendo spunti e idee da collezioni tessili rinascimentali.

    L’utilizzo di materiali di uso locale, come la rete dei pescatori nelle zone di mare o lacustri come supporto da ricamare, avvia tradizioni come il il Filet di Bosa in Sardegna o quello di Cefalù in Sicilia o del Lago Trasimeno in Umbria. I nodi marinari diventano la base tecnica per splendidi merletti da biancheria intorno ai porti della Liguria : il Macramè ligure.

    Ed ancora fuselli che intrecciano fili di lino o di cotone dalle vallate alpine della Val D’Aosta o della Lombardia con i merletti di Cogne e di Cantù, passando per il centro Italia da Cesena a Sansepolcro sede di un’importante Biennale Internazionale del Merletto giunta alla sua XIV edizione nel settembre 2010, fino alla Campania ed alla Sicilia con il merletto a Tombolo di Mirabella Imbaccari.

    In alcune scuole nelle diverse parti d’Italia, è nata anche l’esigenza di segnare la tecnica tradizionale con un’impronta contemporanea. Nascono quindi collaborazioni con artisti di genere diverso che disegnano per ricami, disegni interpretati poi dalla ricamatrice ed applicati in oggetti di uso quotidiano oppure in oggetti d’arte; il tessile entra nell’arte e viceversa in uno scambio creativo che segna un futuro percorso.

    Nei Paesi esteri, esistono da anni varie organizzazioni nazionali. Solo per citarne alcune, negli USA, per il merletto, troviamo la IOLI (International old lacers organization), in Australia e Gran Bretagna le organizzatissime Lace Guilds; anche la Germania ha una affermata associazione nazionale di merlettaie (www.deutscher-kloeppelverband.de) come anche la Svizzera e l’Austria; in Francia ci sono due associazioni così come in Spagna.  In Giappone, sono tantissime appassionate di ricamo e merletto, con grande attenzione al merletto italiano, tanto che esiste una scuola di merletto italiano a Tokyo – fondata da una merlettaia Reiko Fukumoto –  che riscuote un grande successo  e produce manufatti di altissimo livello! Inoltre, la sopra citata O.I.D.F.A. (Organisation Internationale de la Dentelle au Fuseau et à l’Aiguille) fondata in Francia nel 1982, conta ben 2100 soci maschi e femmine, appartenenti a 30 diverse nazioni: Argentina, Austria, Australia, Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finland, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, India, Irlanda, Israele, Italia, Giappone, Latvia, Mali, Malta, Olanda, Norvegia, Slovacchia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Gran Bretagna, USA). Per il ricamo, Embroidery Guilds nazionali nel mondo di lingua inglese coordinano le Embroidery Guilds regionali e pubblicano bellissime riviste con diffusione mondiale.

    Ma cos’é il patchwork e cos’è il quilting? Il patchwork è l’unione di pezzi o toppe (patch) di tessuto, spesso di forma geometrica ma non solo, per formare un disegno o un’immagine. Il quilting invece è’ l’unione di tre strati di cui uno è il tessuto fatto a patchwork, un tessuto ed uno strato di imbottitura, tenuti tutti insieme da una trapuntatura.  Per questo tipo di manufatti l’origine si perde nella notte dei tempi se si pensa che sono state trovate tracce provenienti anche dall’antico Egitto e dalla Cina (3.500 a.c.). Attualmente il mondo del patchwork e del quilting si divide in tre categorie: il tradizionale, il contemporaneo (innovativo per tecnica e forma ma con radici nel tradizionale) e gli art quilt o art tessile cioè lavori da appendere come quadri, con una forte innovazione anche nell’uso dei materiali e nelle forme.

    Il quilting nel mondo è ben organizzato con una fitta rete di guild ed associazioni che si incontrano e confrontano in eventi e manifestazioni di importanza internazionale. Internet ha reso il mondo del  patchwork e quilting alla portata di tutti con siti, negozi, blog, programmi televisivi; basta fare una ricerca in Youtube per vedere tanti video, amatoriali e non, pronti a svelare piccoli trucchi e segreti della lavorazione. Le Quilters quando viaggiano si informano sui negozi e le mostre che potrebbero visitare nei Paesi o città che visiteranno.  Esistono anche realtà turistiche che organizzano appositamente gite, ritiri e crociere mirate all’apprendimento di queste tecniche.

    Ogni 3 anni la rivista Quilters Newsletter, la società  International Quilt Festival e la fiera del settore International Quilt Market commissionano una ricerca sul numero di quiltiste in America. L’ultima ricerca risale a maggio 2010 e riporta che il totale di quiltiste americane sono 16,38 milioni di cui 1 milione sono definite " dedicated quilters ", con una spesa media di US$ 2442. Sempre negli Usa, esiste una rete televisiva, Quilting News Network, che ha più di 30 milioni di utenti. Da qualche anno ci sono anche web tv come Quilters TV (completamente gratuito).

    All’American Quilters Society sono registrate più di 1.000 guilds (gilde) mentre il Giappone registra  2 milioni di quilters ed è il Paese che negli ultimi anni ha maggiormente contribuito con nuove idee e ispirazioni allo sviluppo del mondo di patchwork e quilting, producendo tessuti pregevolissimi, potendo annoverare artisti che hanno saputo interpretare con le tecniche tessili la cultura millenaria e la spiritualità dell’Estremo Oriente.

    Il patchwork e il quilting sono realtà forti e praticate anche in Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa, dove, come per l’America, c’è un maggior legame con il vecchio continente, perché storicamente la trasmissione delle tecniche è avvenuta ad opera delle donne europee immigrate nei secoli scorsi

    L’European Quilt Association (www.e-q-a.eu ), invece,  è composta dalle associazioni nazionali di 17 Paesi con un totale di più di 62.000 soci. Dati sorprendenti dall’Olanda che ha 13.000 soci su una popolazione di 6 milioni di abitanti; il Regno Unito conta, invece, 7.000 soci su 60 milioni di abitanti e la Germania ne registra 7.000 su 81 milioni.  Quiltitalia, l’associazione nazionale delle quilters, ha più di 1.200 soci e sta crescendo in modo esponenziale  rappresentando un punto di riferimento per le quiltiste italiane alla ricerca di esperienze, scambi e confronto con le quilters del mondo intero.

    In Italia il fenomeno del Quilting & Patchwork è giovane ma certamente in crescita ed Italia Invita si pone l’obiettivo di divenire l’appuntamento italiano di riferimento del settore.

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