Ricordi d’un viaggio. Il Marrobbio e Lampedusa

LAMPEDUSA (AG). E’ singolare e raro il fenomeno del “Marrobbio”, ma una volta che l’hai visto non ti esce più dalla mente. Stai ciondolante sul porto di Lampedusa e all’improvviso il mare sembra in preda a uno strano tremolìo.

Poi l’acqua esce dal bacino con la forza che si ha in un lavabo al quale è stato tolto il tappo e il livello scende in pochi minuti fino a due metri, le barche ondeggiano, cozzano le une contro le altre, si sfasciano contro la banchina, mentre il rumore del disastro invade le tue orecchie.

La scena è paralizzante, inaspettata, e mentre la mente cerca di capire che succede, arriva l’onda di ritorno che ripristina il livello iniziale. Succede anche a Mazara, e in qualche altra parte del mondo, quasi sempre per il coincidere di venti, correnti, fasi lunari e particolari geometrie della rada o del porto.

La forza del Marrobbio del 1987 non si vedeva da un secolo, quando arrivò, durante una bella giornata di sole, con me ciondolante sul porto di Lampedusa.

Roberto Pellecchia
Roberto Pellecchia

Austriaco di nascita e salernitano di adozione, coltiva da decenni la passione della fotografia e dell’esplorazione del territorio, con cinque guide di successo al suo attivo, tutte dedicate alla Campania e alle sue bellezze. Scrittore e viaggiatore entusiasta, svolge da oltre 30 anni la professione di medico come geriatra e cardiologo.

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