Nulla di quanto resta dell’immensa Domus Aurea ai giorni nostri può far lontanamente immaginare le dimensioni e lo sfarzo di quella che fu la residenza dell’imperatore Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico, l’ultimo appartenente alla dinastia Giulio-Claudia che regnò su Roma per quattordici anni, dal 54 al 68 d.C.
Una figura che per vari motivi divenne emblema di arroganza e crudeltà dell’epoca imperiale, probabilmente perché detestato dai contemporanei, ma parzialmente rivalutato dagli storici della nostra epoca.


Circondato da personaggi di altrettanta rilevanza storica, la madre Agrippina, le mogli Caudia Ottavia, Poppea Sabina e Statilia Messalina, il precettore Seneca, gli vennero attribuite azioni, come l’incendio di Roma del 64 d.C., durante il quale avrebbe cantato al suono della lira, quando nella realtà storica in quella circostanza Nerone si prodigò per la salvezza del suo popolo.
Per l’incendio, tuttavia, Nerone additò come colpevoli i Cristiani, facendone trucidare quasi trecento, tra cui, secondo la tradizione, anche i santi Pietro e Paolo.
Fatto sta che gran parte del centro della Roma imperiale venne distrutto e Nerone, invece di intervenire per la ricostruzione di quanto andato in cenere, fece progettare su quel suolo la più grande e opulenta delle sue residenze che si estendeva dal Colle Palatino fino al Colle Oppio e parte del Monte Celio, coprendo un’estensione di circa un miglio quadrato.
Nessuna residenza imperiale del passato, e nemmeno del futuro di Roma, aveva mai avuto dimensioni talmente colossali.



La storia della Domus Aurea
Gli architetti Severo e Celero progettarono una residenza articolata da diverse strutture separate da giardini, orti e boschi, con la presenza di un piccolo lago artificiale situato nel luogo in cui successivamente venne costruito il Colosseo.
Nella reggia erano presenti diverse sale per banchetti, un teatro, una sala ottagonale detta coenatio rotunda, con volta a padiglione, che ruotava su se stessa, e un grande vestibolo che ospitava una gigantesca statua dell’imperatore nelle vesti del dio Sole.
Sulle pareti erano presenti ovunque stucchi e decori, ulteriormente impreziositi da gemme e lamine d’oro e numerose statue, letteralmente razziate dai templi di tutto l’impero – solo da Delfi ne vennero trasferite ben cinquecento – andarono ad arricchire l’incredibile dimora.
La realizzazione dell’opera fu anche uno dei motivi che rese Nerone inviso ai Romani e al Senato che ne ordinò la deposizione, con la successiva fuga e il suicidio.



L’immensa villa imperiale rimase integra per soli quarant’anni perché dopo la morte di Nerone, i suoi successori vollero cancellare ogni traccia dell’imperatore e del suo palazzo, spogliando i lussuosi saloni dei rivestimenti e delle sculture, riempiendoli di terra fino alle volte e utilizzandoli come fondazioni per altri edifici. Sulla Domus Aurea furono costruite le Terme di Traiano che hanno consentito la conservazione di alcuni ambienti della Domus fino ai nostri giorni.
Dimenticata nei secoli successivi, venne riscoperta in epoca rinascimentale quando fortuitamente furono scoperti alcuni ambienti affrescati e diversi artisti dell’epoca, tra cui il Pinturicchio, il Ghirlandaio, Raffello e Giulio Romano iniziarono a calarsi con delle funi in quelle strane “grotte” e rimasero fortemente impressionati dai motivi pittorici sulle pareti, tanto da influenzare le tendenze decorative dell’epoca col nome di “pitture grottesche”, particolarmente diffuse nel corso del Cinquecento.



Quel che oggi rimane, pur nella sua grandiosità, è solo una minima parte di quella che era l’immensa residenza di Nerone, sopravvissuta fino ai nostri giorni perché al di sopra vennero costruite le Terme di Traiano, fino alla riscoperta rinascimentale.
Come visitare la Domus Aurea
L’area visitabile è gestita dal Parco Archeologico del Colosseo e due sono le modalità di visita:
- Accompagnata, ma senza alcuna spiegazione.
- Guidata, in compagnia di un archeologo.
Se disponibile, conviene senz’altro la seconda opzione, al fine di una piena comprensione di tutti gli ambienti che si incontrano durante il percorso.
Si consiglia di consultare la pagina https://colosseo.it/orari-e-biglietti/ per ogni informazione.


*Le ultime tre foto rappresentano delle ricostruzioni.





















