Viaggiare è un impegno serio: una meta si programma, si studia, si pregusta e, quando finalmente è tutto pronto, si parte. E soprattutto si visita con calma per non farsi sfuggire nulla che sia almeno un poco rilevante.
Ma è sempre così?
Assolutamente no, perché viaggiare è una predisposizione innata a conoscere luoghi e, quindi, talvolta nasce anche da un semplice momento di improvvisazione, magari per andare a ficcare il naso in qualche località di cui non abbiamo mai letto nulla ma che istintivamente ci attira come una calamita.


Mi è successo con Orte, comune a nord di Roma visto infinite volte dall’autostrada, anche perché è impossibile non notarlo per la sua posizione arroccata su un massiccio costone tufaceo, un po’ come quando si avvista Orvieto, ma senza l’inconfondibile sagoma della cattedrale.
Non ricordo le volte, tante, che guardandolo fugacemente mentre guidavo ho pensato “prima o poi dovrò salire a vederlo”.


L’occasione si è presentata durante un viaggio verso Siena, complici l’ora di pranzo e l’assenza di traffico che mi ha fatto guadagnare un largo margine di anticipo. E, ancora una volta, la visione di quelle case che si affacciano giù dalla rupe.
Dopo una decina di minuti ero lì, con un’ora di tempo in tasca e tanta curiosità.


L’inizio ha promesso decisamente bene, perché per entrare nella cittadina ho attraversato la suggestiva Porta di San Cesareo, costruita nel 1449 durante i lavori di riorganizzazione delle opere difensive resesi necessarie dopo la distruzione della vecchia rocca.

Orte si presenta immediatamente gradevole. Case e palazzotti storici sono ben tenuti, slarghi e viuzze sono spesso ornati con piante e fiori che impreziosiscono l’atmosfera storica del borgo viterbese che affonda le sue origini nell’epoca etrusca, quando il suo nome era Horta o Hortae, di incerta etimologia.
Lambita ampiamente dal Tevere, ebbe nell’antichità un importante porto fluviale e il suo ponte rimase fino al Cinquecento il punto di attraversamento del grande fiume a nord di Roma, dettaglio che diede lustro ed opulenza alla cittadina. Proprio la costruzione del nuovo Ponte Felice 15 km più a sud segnò successivamente l’inizio della sua decadenza economica e sociale.


Il punto centrale della città è segnato da Piazza della Libertà, interamente circondata da pregevoli edifici storici, su cui dominano l’imponente facciata della Concattedrale di Santa Maria Assunta e il Palazzo dell’Orologio.
Dalla piazza si accede tramite una scala alla Fontana Ipogea la cui origine risale all’antica rete idrica della città e che, attraverso numerosi lavori di ristrutturazione fatti nel corso dei secoli, ha portato alla versione seicentesca che è quella oggi visibile.

Questa, a sua volta, è solo uno dei diversi punti di interesse di Orte Sotterranea che, percorrendo le antiche vie d’acqua, i suoi cunicoli, le cisterne, i pozzi, i grandi ambienti ipogeici e il bellissimo Ninfeo Rupestre, rappresenta una imperdibile visita effettuabile il sabato e la domenica contattando l’associazione “Visita Orte” ai numeri 3273978831 e 0761769748.


Intanto i minuti sono volati veloci e la mia ora è finita, ma avete visto quante cose si possono scoprire anche con una semplice visita improvvisata e poche foto fatte con un vecchio cellulare?
Perché la voglia di viaggio bisogna averla sempre viva nel cuore.
E anche la voglia di ritornare a Orte per esplorarla con più calma.

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