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Il profumo come legame e strumento di vendita. Ecco come creare una scenografia olfattiva
La profumazione degli ambienti, o ambient scenting, è uno degli ambiti di applicazione delle strategie olfattive funzionali. Questa disciplina si concentra specificatamente sul miglioramento della user experience, ovvero l’esperienza che l’utente vive durante la fruizione di un determinato luogo o ambiente.
Il profumo viene quindi utilizzato per arricchire il percorso sensoriale in uno spazio di accoglienza.
I vantaggi per una struttura:
• deodora: elimina odori sgradevoli intrinseci dell’ambiente stesso, quali l’odore di chiuso tipico di edifici antichi o provenienti dall’esterno;
• purifica: elimina agenti contaminanti o inquinanti, dannosi per la salute psicofisica dei soggetti che usufruiscono degli spazi in questione;
• profuma: rende l’ambiente stesso più gradevole, diffondendo piacevoli sensazioni;
• evoca: richiama ricordi positivi legati a determinate fragranze, aumentando la piacevolezza della fruizione dello spazio.
Attrarre e suggestionare il cliente con la “scenografia olfattiva”
Negli spazi dedicati allo scambio di prodotti e servizi, attraverso il profumo, si possono orchestrare delle vere e proprie scenografie olfattive capaci di attrarre attenzione e suggestionare.
A differenza del semplice arredamento olfattivo, che si limita a profumare uno spazio in modo fine a sé stesso, la scenografia olfattiva racconta una storia di brand attraverso il profumo, con una natura dinamica e una forte matrice relazionale, utilizzando una tecnica di profumazione che evita l’assuefazione, producendo effetti duraturi e comunicando emozioni persistenti.
Come scegliere i profumi?
La scelta dei profumi per una scenografia olfattiva dipende dal contesto, dal tipo di pubblico e dai valori da comunicare, con l’obiettivo di orientare positivamente lo stato d’animo del pubblico, migliorando la fruizione degli spazi.
Profumi studiati ad hoc influenzano il comportamento dei consumatori, prolungando il tempo di permanenza in un luogo dedicato ai prodotti e servizi e suscitando sensazioni di benessere e comfort, come ho ampiamente descritto in precedenza.
Dove applicare le scenografie olfattive?
Negli hotel, nei ristoranti, nei musei, nelle esposizioni e più in generale in ambito turistico, queste scenografie rendono le visite più interattive e memorabili, come avrai occasione di leggere nei prossimi capitoli.
Non solo olfatto: creare sinestesia coinvolgendo anche altri sensi
Nella progettazione di una scenografia olfattiva è utile, per rendere ancora più l’esperienza, utilizzare anche la sinestesia, ossia intrecciare all’odorato anche il coinvolgimento di altri sensi.
Si creano esperienze sensoriali intrise di unicità. Vediamo due esempi di sinestesia:
Sinestesia olfattiva-visiva
In questo tipo di sinestesia c’è un’affascinante interazione tra odori e colori, in cui i primi evocano percezioni visive, come colori, forme o pattern. Ad esempio, il profumo di una rosa potrebbe far visualizzare una tonalità specifica di rosso o una determinata immagine.
È stato dimostrato che la percezione di un odore diviene più intensa se la sostanza profumata in una fiala viene colorata, anche aggiungendo colori inusuali e leggermente discordanti: ad esempio verde per l’odore d’arancia, giallo per l’odore di ciliegia.
In genere i soggetti non si rendono conto dell’interazione tra odori e colori e reagiscono con sorpresa quando vengono a sapere che l’intensità della miscela incolore è uguale a quella colorata.
Sinestesia olfattiva-uditiva
Si tratta di un fenomeno in cui stimoli olfattivi evocano percezioni sonore (suoni o musica) o viceversa, creando un’interconnessione sensoriale che amplifica l’esperienza percettiva. Per esempio, l’odore di cioccolato potrebbe far percepire una melodia dolce o un tono particolare. Ricorda anche che determinate fragranze possono essere associate a specifiche frequenze sonore, influenzando lo stato d’animo e il comportamento d’acquisto. Nei ristoranti e negli hotel di lusso, l’abbinamento tra ambienti sonori e profumi distintivi può quindi rafforzare l’identità del brand e migliorare la customer experience.

La piramide olfattiva
Lo strumento di lettura universalmente riconosciuto che permette di svelare la costruzione di un profumo è la piramide olfattiva, un’impalcatura attraverso la quale gli ingredienti odorosi possono svilupparsi e diventare portatori di un messaggio.
La struttura della piramide olfattiva rappresenta una metafora visiva che illustra le diverse note di un profumo a seconda della loro persistenza.
Ma come è costituita? Ce lo spiega Ilaria Legato nel suo volume “Io sono naso” (Dario Flaccovio Editore).
La struttura della piramide olfattiva
Come una piramide, la struttura di una fragranza si compone di tre livelli distinti
• note di testa, alte, che catturano l’attenzione con aromi leggeri e freschi;
• note di cuore, che costituiscono appunto il cuore della fragranza e durano più a lungo;
• note di fondo, che forniscono profondità e persistenza.
Questa struttura riflette il lavoro creativo del naso profumiere e guida la percezione temporale del profumo e della sua armonia.
La piramide olfattiva non è solo una descrizione tecnica: è un vero e proprio viaggio sensoriale. Ogni strato ci invita a esplorare il mondo delle emozioni, offrendo un’esperienza intima e romantica tra la persona, la fragranza e il suo messaggio nascosto.
“Le note” che compongono i profumi
I profumi sono composti da tre insiemi di note che creano l’armonioso accordo dell’odore. Tale metafora è utile per illustrare la complessa realtà dell’arte profumiera.
Appena ti trovi immerso in una fragranza:
– le note di testa sono come i suoni alti o acuti
– le note di cuore come i suoni medi
– le note di fondo come i suoni gravi o bassi.
Parliamo quindi di accordi olfattivi: come in musica un accordo musicale è un insieme di suoni con un determinato equilibrio, lo stesso avviene con un accordo di più note olfattive, in profumeria. Alcune note abbinate regalano un profumo diverso dalle note singole.
Note di testa: quali sono?
Le note di testa e si percepiscono vividamente per i primi cinque/quindici minuti dopo la vaporizzazione della fragranza e sono quelle che per prime impressionano chi lo prova; consistono delle essenze più volatili, immediate ed effimere, che donano al profumo un odore fresco, energico, vitale e acre.
Spesso si tratta di essenze agrumate o fruttate, come il neroli, il petit grain, il limone o il bergamotto.
Sulle note di testa si costruisce la prima lucida e cosciente idea di un profumo e dei suoi composti, accomunati da un’azione rilassante, antistress e di contrasto all’ansia. Allentano l’ansia e la tensione nervosa, abbassando le difese. Solitamente esse si rivolgono alla parte razionale e cosciente di chi percepisce la fragranza come un messaggio rassicurante, che comunica un senso di calma e di serenità.
Le note di cuore
Rasserenata la parte più razionale, le note medie o di cuore, calde e floreali, la cui massima esaltazione avviene in un lasso di tempo compreso tra i venti e sessanta minuti dopo la vaporizzazione della fragranza, iniziano a suscitare emozioni generate dai feromoni mimici, prodotti generalmente dai fiori per sedurre gli animali impollinatori iniziano a suscitare emozioni generate dai feromoni mimici, prodotti generalmente dai fiori per sedurre gli animali impollinatori.
Un senso di piacere e di benessere attraversa chi percepisce tali note, generate dagli alcoli delle resine, strutturalmente simili agli ormoni sessuali steroidei.
Queste note intermedie rappresentano la parte più caratterizzante dell’intero profumo, quella che gli conferisce un carattere inconfondibile. Sono create da essenze calde e arrotondate, con una volatilità più moderata, ottenute generalmente da fiori con odori pesanti e dominanti. Tra queste la lavanda, la rosa, il gelsomino.
Le note basse
Le note basse o note di fondo infine sono costituite dalle sostanze meno volatili di tutta la miscela: grandi e pesanti, emergono solo quando le note di cuore iniziano a dissolversi, almeno mezz’ora dopo l’applicazione, durando anche due giorni. Queste assolvono anche al ruolo di fissatori del profumo, scelte per rallentare l’evaporazione delle due note precedenti, bilanciando la fragranza del profumo per tutta la sua durata.
Le note di base agiscono solo sul fondo, quando ormai il destinatario è rilassato e inebriato, e rivelano inconsciamente ciò che le note di testa tentano di celare alla coscienza. Il loro carattere è denso e profondo, sensuale, talvolta selvaggio; sono le note basse che evocano le emozioni più profonde, le sensazioni più intense.
Alcuni esempi sono ambra grigia, muschio, sandalo e cedro.
Chi è Ilaria Legato
brand designer e consulente con esperienza nei settori hospitality, food e lifestyle, è esperta di brand identity e olfactive design. Co-autrice del metodo Creative Restaurant Branding® (Hoepli, 2021), affianca albergatori e ristoratori nella costruzione di identità autentiche e memorabili.
Insegna allo IED e alla Schola Academy di Firenze e ha intrapreso un percorso di ricerca dedicato alla progettazione olfattiva come strumento strategico per l’accoglienza turistica e ristorativa.
Il libro
Io sono Naso
Come usare il potere del logo olfattivo nel branding e nel marketing turistico
Dario Flaccovio Editore
Collana Accadde DomanI FuTurismo, a cura di Nicoletta Poliotto
Novembre 2025, euro 26, isbn 9788857917733, 248 pagine



