I birrifici campani a De Cerevisia. Un trend positivo per la birra artigianale

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SALERNO. Seconda edizione per “De Cerevisia”, un salottino di birrifici artigianali campani, organizzato dall’AIS Salerno e svoltosi nella intrigante cornice del Quadriportico di Santa Maria delle Grazie, nel cuore del centro storico.

“L’idea nasce dalla volontà di far conoscere delle piccole realtà del nostro territorio, che in pochi anni si sono affermate su un mercato che, per certi versi collegava il “buon bere” solo al vino, ma, grazie alla volontà di alcuni produttori, capaci di proporre dei prodotti originali e di qualità, sono riusciti a conquistare il mercato”, sottolinea Nevio Toti, delegato dell’AIS Salerno.

Tra le ottime intuizioni dell’iniziativa, senza dubbio quella di aver promosso, prima dell’inizio dei laboratori e delle degustazioni, dei percorsi guidati tra le piante officinali utilizzate dalla Scuola Medica Salernitana, già prima della scoperta del luppolo, usate per la conservazione della birra.

Alla due giorni del 12 ed il 13 giugno oltre ai birrifici artigianali presenti quali: Il Chiostro, Karma, Saint John’s, Medatus e Sorrento, quest’anno era presente anche l’Azienda Agricola Nicola Tancredi con la sua produzione di olio e di Fagioli di Controne.

Importante è stato – durante i laboratori – capire che tipo di approccio de gustativo avere nei confronti della birra artigianale. Purtroppo, nonostante i numeri dimostrino che siano in crescita i suoi appassionati, sono ancora in molti a saperne molto poco di birra artigianale.

L’Italia non ha avuto fino ad oggi una grande tradizione nella sua produzione, ma certo è che i numerosi e giovani micro-birrifici che continuano a nascere stanno creando molta attenzione.

L’attenzione viene proprio dai loro profili: tutti giovani, chiaramente appassionati, preparati ed attenti su metodi e materie prime. Perché come in ogni prodotto che si rispetti le materie prime sono alla base, ma è fondamentale anche il modo in cui queste vengono preparate per la produzione. Ecco perché l’Italia è ancora indietro in questo, e i giovani birrai devono recarsi necessariamente all’estero per recuperarne di adatte. Così si va verso la Germania, il Belgio, e tutti quei paesi anglosassoni che hanno eretto la birra a bevanda nazionale.

IL CHIOSTRO è Simone Della Porta. Lui alla birra sta dedicando tutto se stesso e si ispira a quelle anglosassoni, “trovo che sia qui…nell’incontro tra la bevibilità tedesca e la complessità belga che si trova la strada migliore”, ci racconta mentre cerca di spiegare a tutti qualcosa su quanto versa. Così come per tutti la passione lo ha spinto a cominciare a produrre e poi a cominciare la commercializzazione. Oggi produce tre tipologie di birra e il suo birrificio è in provincia di Salerno a Nocera Inferiore.

KARMA nasce 3 anni fa e si trova ad Alvignano, in provincia di Caserta. Quest’anno raggiungerà il traguardo di 50 mila bottiglie annue. Mario Cipriano ha anche da poco cambiato le bottiglie. 7 prodotti per lui che si è divertito con malti, luppoli e spezie. Non era in degustazione ma richiama l’attenzione la Centesimale, ottenuta con mosto di Pallagrello e mela annurca.

SAINT JOHN’S ha compiuto 11 anni ed ha raggiunto le 50 mila bottiglie prodotte per anno. Un bel traguardo per Mario Di Lunardo che propone cinque prodotti. Il marchio con cui sono conosciute è “LA birra artigianale” e si trova a Faicchio, in provincia di Benevento. Anche lui gioca con i malti, le tostature e qualche aroma o spezia, regalando senz’altro una birra adatta ad ogni personalità.

SORRENTO è il più giovane, ma probabilmente è quello con la storia familiare più lunga per il legame con la birra. Due cognati oggi lavorano a pieno per la produzione di questi due prodotti, appassionati e "supportati" dal suocero, Gennaro Gargiulo, uno storico socio del primo micro-birrificio italiano. Solo 5 mila bottiglie per questa bella chicca: per ora è in commercio solo una delle due birre prodotte che è ottenuta aggiungendo anche delle bucce di limone di Sorrento IGP.

MEDATUS si trova a Vitulano, nel beneventano e nasce dalla passione di Luigi Massimo Martone. Due prodotti nati dopo la conoscenza con Simone Della Porta che raccontano già di un’ottima impronta da birraio. Per lui come per molti altri c’è ancora strada per costruire la storia della birra italiana, ma la grinta, la preparazione e l’inventiva di questi ragazzi infonde molta energia!

Antonella Petitti

 

 

 

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