GITE fuori PORTA. Le catacombe di San Gennaro a Napoli

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NAPOLI. Scendi per pochi gradini ed è subito meraviglia. E’ questo il primo impatto che si ha visitando le Catacombe di San Gennaro, nel quartiere partenopeo di Capodimonte.
Un’affascinante immersione nelle cavità artificiali, scavate nel tipico tufo giallo napoletano a partire dal II secolo d.C., dove si trovava la tomba di una famiglia gentilizia romana.

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Gli spazi vennero poi via via ampliati in seguito alle deposizione delle spoglie di Sant’Agrippino, il primo patrono di Napoli, nel IV secolo.
Nella basilica ipogea lui dedicata, che si trova al livello inferiore, viene ancora officiata messa durante alcune festività solenni.
Oggi le catacombe visitabili si sviluppano su due livelli, di cui il più profondo è quello più antico.

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Nel livello superiore si trova la tomba originaria di San Gennaro, individuata attraverso lo studio di un’omelia dell’VIII secolo e di un passo del “Chronicon” dei vescovi di Napoli.
Una suggestiva illuminazione realizzata con luci a led, che non danneggiano i numerosi affreschi paleocristiani fortemente contaminati dallo stile pompeiano, conferisce all’ambiente effetti scenografici di grande impatto emotivo.

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Le visite, sempre guidate, raccontano delle tombe e delle migliaia di salme un tempo presenti, di riti cristiani e romani, attraversando la storia nei secoli.
A fine del percorso si arriva alla Basilica Paleocristiana di San Gennaro Extra Moenia, dove ci si congeda dalla guida, ma non dalle emozioni regalate da questo piccolo grande viaggio in uno degli ambienti sotterranei più affascinanti di Napoli.

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Roberto Pellecchia

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