Frutta etica e di stagione. Portiamo in tavola le “clementine della legalità”

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MANDARININel 2004 un gruppo di 9 ragazzi calabresi ha deciso di dire no alle mafie e di fare qualcosa di concreto e responsabile restando nel loro territorio.

Si sono uniti in una cooperativa, La Valle del Marro Libera Terra, che nasce dall’Associazione Libera di Don Ciotti.
Questi giovani hanno pensato che la terra nella loro regione deve essere fonte di vita e lavoro, il punto di partenza per uno sviluppo sano del territorio, senza scendere a compromessi. Grazie alle leggi sulla confisca dei beni delle mafie, hanno potuto usufruire gratuitamente di queste terre, e qui hanno cominciato un duro lavoro.
Prima di tutto questi terreni andavano bonificati e dopo si è potuto cominciare a lavorarli per trasformarli in terreno fertile. In più la cooperativa ha deciso di dedicarsi all’agricoltura biologica e quindi ha dovuto rendere i terreni adatti a questo tipo di attività.

Per motivi burocratici ancora non tutti i prodotti sono certificati biologici, ma sono comunque coltivati secondo i protocolli richiesti in materia di coltivazioni biologiche.
Da quest’anno, oltre ai prodotti già presenti nei punti vendita di Unicoop Firenze, si possono trovare anche le clementine senza semi in scatole da 2 chili cui è allegato un profilo della cooperativa e il suo fine.
All’inizio gli alberi di agrumi erano pochi; ma, poco a poco, la produzione è aumentata, grazie al continuo lavoro sui terreni da parte di questi ragazzi che in pochi anni hanno dato lavoro a 12 dipendenti fissi, facendosi aiutare da oltre 25 persone, nei momenti di maggior impegno. Numeri importanti che danno speranza in una realtà dove difficilmente si può trovare lavoro senza scendere a compromessi.
Acquistare le loro clementine vuol dire “Fare un acquisto di responsabilità non di solidarietà – spiegano dalla cooperativa –, perché così si dà un segnale di lotta alle mafie. Quello delle mafie è un problema che riguarda tutti, e solo uniti si potranno sconfiggere. È come dire io faccio la mia parte contro questa realtà”.
Le clementine sono succose, dissetanti e fanno bene alla salute e allo spirito, soprattutto se sono quelle della “Legalità”.

Ma a cosa si fa riferimento? Ci si riferisce al progetto della Cooperativa sociale Valle del Marro-Libera Terra, che nel 2004 si costituì in seguito all’emanazione di un’idea sostenuta oltretutto dal Ministero del Lavoro, per confiscare i terreni appartenuti alla ‘Ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro e coltivarli, dando lavoro a giovani disoccupati. I giovani membri della cooperativa pensarono che le terre della loro regione, potessero essere fonte di guadagno.

I primi terreni, concessi gratuitamente alla cooperativa per trent’anni, provennero dai Comuni di Gioia Tauro, Oppido Mamertina e Rosarno. In tutto furono 14 ettari di agrumeti, 11 di uliveti e i restanti erano stati compromessi dal lungo stato di abbandono. Si dovettero avviare lunghi lavori di bonifica nel 2005 senza avere la possibilità di acquistare gli attrezzi agricoli. Poi in seguito grazie a generosi aiuti si riuscì a bonificare e nel 2006 vi fu la prima presentazione dei prodotti della cooperativa e si ottennero anche altri terreni sequestrati alla malavita.

La storia per fortuna prosegue prendendo dei risvolti positivi e i prodotti della cooperativa che attualmente si trovano in commercio sono: melanzane a filetti sott’olio, pesto di peperoncini, pesto di olive verdi e nere, olio extra-vergine d’oliva, clementine e arance con certificazione biologica da parte del CCPB di Bologna.

Si possono acquistare nei punti vendita della grande distribuzione come Unicoop Firenze e Coop Centro Italia, ma anche in tutta Italia nelle botteghe del commercio equo e solidale, nei ristoranti nei negozi biologici e nelle associazioni che fanno capo alla cooperativa Libera.

Acquistare le clementine vuol dire dare il proprio aiuto responsabile a favore della lotta alle mafie ed ecomafie, significa dire basta allo sfruttamento dei poveri braccianti agricoli usati allo stremo per pochi centesimi di euro.

La cooperativa oggi riesce a dare lavoro a 25 persone, di cui undici a tempo indeterminato e fra questi anche immigrati africani, gestendo in totale 130 ettari di terreni. Continuamente in questi anni i soci della cooperativa hanno ricevuto e continuano a ricevere ritorsioni mafiose, con la distruzione, incendi, sabotaggio e furto di macchine agricole. Loro non si sono mai fermati davanti a questi ostacoli, ma accanto all’attività agricola hanno dato vita molte iniziative dedicate ai giovani, alle scuole, alla cittadinanza, ai volontari provenienti da tutta Italia, con i quali gestiscono incontri per fare formazione contro le mafie.

Il loro slogan è: «Cambiare per restare, restare per cambiare». Se vi capiterà durante le festività natalizie, facendo la spesa di trovare delle belle cassette di cartone con la scritta CLEMENTINE DELLA LEGALITA’, non abbiate esitazioni anzi con pochissimi euro darete anche voi un contributo per liberare il nostro Paese dai soprusi, dall’illegalità e dalle ingiustizie.

Annamaria Parlato

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