Fame emotiva (emotional eating): come contrastarla?

Succede spesso di mangiare non per fame. E’ una sorta di risposta a sentimenti ed emozioni o allo stress percepito.

La si definisce “emotional eating” o “fame emotiva“, indicando un comportamento che consiste nel ricorrere al cibo come ricompensa o gratificazione, portando a un urgente bisogno di mangiare e a scegliere spesso alimenti poco nutrienti e altamente calorici, come patatine, snack o dolciumi, nel tentativo di stimolare il neurotrasmettitore della felicità.

Il parere dell’esperto

Ma così facendo si instaura un circolo vizioso“, spiega la nutrizionista Gemma Viviana Martiradonna di MioDottore, poiché “possono subentrare emozioni negative, frustrazione e senso di colpa, che aumentano e non alleviano il malessere generale, oltre a causare conseguenze fisiche come malattie metaboliche e sovrappeso.”

Al tempo stesso, c’è chi risponde allo stress con la mancanza di appetito sviluppando una vera e propria ossessione per una “dieta sana”. Di fronte a situazioni incontrollabili, alla sensazione di essere sopraffatti dalla routine quotidiana, si possono mettere in atto comportamenti cosiddetti ortoressici, focalizzati alla sola ricerca di cibi considerati salutari e al rifiuto di tutti gli alimenti ritenuti dannosi.

Anche in questo caso, però, non si ottiene un maggiore benessere, bensì “si eliminano dalla dieta nutrienti essenziali per il fabbisogno energetico quotidiano e si va incontro a frustrazione e vissuti di vergogna quando si consumano pasti che rompono i rituali alimentari“, dichiara la dottoressa Martiradonna.

Come si contrasta la fame emotiva?

> Ecco 3 consigli

Praticare la mindful eating: spesso si mangia in modo distratto o di fretta, senza concentrarsi sul qui ed ora. Al contrario, ritagliarsi il tempo necessario per gustare e apprezzare i cibi aiuta ad avere una maggiore consapevolezza delle proprie scelte alimentari, dei segnali di fame e sazietà in modo non giudicante.

Mangiare in modo colorato: oltre a fornire una varietà di nutrienti essenziali, mangiare alimenti colorati può influenzare positivamente lo stato d’animo. I colori vivaci presenti nel piatto possono stimolare l’attenzione, distogliendo i pensieri da emozioni negative e regalando una piacevole sensazione di benessere.

Amarsi e perdonarsi: ripartire dall’amore verso se stessi e scindere l’autostima e l’identità personale dalla quantità e qualità di cibo ingerito permette di considerare le abitudini alimentari per quello che sono: comportamenti che possono essere cambiati. Così facendo si favorisce l’autoefficacia e la consapevolezza di avere tutti gli strumenti necessari per far fronte alle sfide quotidiane, anche quelle alimentari.

Redazione
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