portobelloPer contrastare la crisi e la disoccupazione sempre più attuali nel nostro Paese arrivano i rimedi. A maggio in provincia di Modena aprirà il primo supermercato per disoccupati. Si tratta dell’Emporio Portobello, un supermercato dove le famiglie in difficoltà economica potranno fare la spesa pagandola non in denaro bensì con il proprio lavoro presso la struttura.

L’iniziativa, sorta dall’Associazione Servizi per il Volontariato di Modena, è una rivoluzione in tempi di crisi. Verranno selezionate 450 famiglie, previo un controllo sulla dichiarazione Isee. Ogni famiglia otterrà una tessera punti con la quale potrà recarsi al supermercato a fare la spesa. I prezzi esposti non saranno in euro ma verranno indicati tanti bollini quanti ne occorreranno per acquistare ogni prodotto. Ogni tessera familiare potrà essere ricaricata mensilmente per qualche mese, poi verrà ceduta ad un’altra famiglia bisognosa. Questo però avverrà solo se il nucleo familiare in questione migliora le proprie condizioni economiche, altrimenti la tessera potrà essere rinnovata.

L’Emporio Portobello, questo il nome di questo supermarket bizzarro e nuovo, non è però del tutto gratuito. Uno dei suoi obiettivi principali è quello di essere un luogo il più rispettoso possibile della dignità delle persone e non di fare la carità, la regola base dell’iniziativa è che ogni famiglia, scelta in sinergia con i servizi sociali, dovrà offrire un aiuto volontario alla struttura almeno una volta alla settimana. Un’iniziativa che sarà un faro per tante famiglie, ma un’iniziativa non del tutto nuova.

E’ in Regno Unito che si ritrova un’iniziativa analoga, dove nell’autunno del 2011 è nato il People’s Supermarket, “il supermercato del popolo di Londra”, che si trova in Lamb’sConduit Street, a Holborn. Il proprietario, uno chef, che ha saputo unire la passione e la sostenibilità contro gli sprechi alimentari.

Nel suo supermercato, in cambio di 4 ore di lavoro volontario al mese, i soci ricevono uno sconto del 10% per tutto l’anno sui prodotto del negozio. Inoltre, hanno anche il diritto di scegliere cosa vendere nel supermercato. Non a caso, sugli scaffali del People’s Market, vi sono anche prodotti biologici, locali ed equosolidali. Nel supermarket londinese c’è anche una piccola cucina nella quale si preparano piatti pronti con frutta e verdura vicine alla scadenza. L’obiettivo principale è quello di sconfiggere le grandi catene di distribuzione.

L’idea viene ripresa anche in Italia, con l’Emporio Portobello, che secondo il presidente del Centro per il Volontariato, Angelo Morselli, sarà attraverso i suoi tre locali un’area di incontro con le associazioni. Sarà un modo per instaurare un dialogo con gli utenti per cercare di assisterli in una fase di vita delicata. Una vera e propria scommessa con il tempo e con le grandi catene di distribuzione alimentare. L’idea principale è quella di contrastare la povertà attraverso un progetto di comunità e di coinvolgimento del territorio, delle imprese e dei cittadini, che con il loro lavoro gratuito, le donazioni economiche o dei prodotti potranno sostenere il progetto.

Chissà che questo genere di supermercati non diventi una regola nel nostro Paese, piuttosto che l’eccezione, in nome di uno stile di vita e di un consumo più sostenibile.

Maria Rosaria Mandiello

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