Un progetto ambizioso, ispirato alla figura dell’imperatore Federico II, che s’inserisce nel solco del turismo storico, puntando al recupero delle radici culturali e dell’identità locale attraverso la rievocazione del periodo medievale.

Un’epoca, questa, di cui la città che ha ispirato e che accoglie proposta culturale conserva ancora importanti tracce storiche e architettoniche, testimonianze silenziose di un passato glorioso che attende solo di essere risvegliato.

Parliamo di Eboli, in provincia di Salerno, e del progetto Eboli Città Sveva con il quale dal 2024, la città capofila della Piana del Sele è entrata a far parte di Medieval Italy, Destination Management Company che punta alla valorizzazione e alla messa in rete delle destinazioni medievali più belle d’Italia, ponendosi come custode e interprete di una memoria storica straordinaria.

Nato da un’intuizione dell’Oratorio ANSPI San Francesco, Eboli Città Sveva si realizza nell’ambito di un partenariato che vede insieme all’Oratorio, la Compagnia di Teatro del Bianconiglio, il Comune di Eboli e due associazioni da poco aggiuntesi al sodalizio: Briganti dell’Ermice e Sbandieratori Ebolitani Portadogana. Insieme queste realtà danno vita ad un mosaico di iniziative che si dipanano lungo tutto l’anno.

Dagli Scacchi Viventi, nucleo originario del progetto, che trasformano la piazza in campo di battaglia, al Borgo Medievale che riempie di vita i vicoli antichi; dalle cene spettacolo ai seminari che tramandano i segreti degli usi e costumi federiciani.
Ogni evento è un tassello di un racconto più grande, quello di una comunità che riabbraccia la propria identità. Proprio così, perché dietro ogni evento ci sono mesi di preparazione, centinaia di ore di prove, di accordi logistici, metri e metri di stoffe e fili intessuti e tanta, tantissima passione riversata in ogni dettaglio.

Eboli Città Sveva è, senza dubbio, un miracolo di volontariato culturale, dove giovani e anziani, professionisti e studenti, artisti e artigiani mettono insieme competenze e sogni per un obiettivo comune, offrendo a chi ne fruisce non solo una rievocazione storica, ma un’esperienza immersiva in cui il pubblico diventa parte viva e attiva del racconto animato di un periodo storico ricco di fascino.

Lo Stupor Mundi rivive a Eboli, tra Scacchi Viventi e Borgo Medievale in festa

È in estate che Eboli Città Sveva vive il suo evento di punta: con il Borgo Medievale in Festa e gli Scacchi Viventi giunti alla VII edizione, che generalmente si svolgono in un fine settimana nei mesi di giugno o luglio, l’intero centro storico di Eboli si trasforma in un palcoscenico vivente.

Circa 300 figuranti in costume, tra sbandieratori, musici e danzatori, falconieri, artigiani, arcieri, osti, dame e cavalieri – animano piazze e vicoli del borgo antico con esibizioni a tema, locande medievali, danze e musica. Il risultato è uno spettacolo corale dove ogni angolo racconta una storia: il liutaio che forgia calascioni e ghironde, il fabbro che batte il ferro incandescente sull’incudine, il falconiere che fa volteggiare il rapace mentre spiega l’antica arte della caccia nobiliare, i bambini che si affollano attorno all’arena per cimentarsi nell’arte dei duello, i viandanti che si raccolgono attorno al saltimbanco che gioca con le palle di fuoco, le streghe, streghe buone, che coinvolgono gli astanti in piccoli rituali della buona sorte e tanto altro.

Lungo le vie del Borgo non mancano taverne e locande dove vengono proposte gustose pietanze ispirate alla cucina medievale. Per calarsi appieno nell’atmosfera, è possibile usufruire del cambio della moneta e, in un attimo, gli euro diventano follari, le monete federiciane riprodotte per l’occasione che rendono ogni acquisto un piccolo gioco di ruolo.
Nella serata conclusiva dell’evento lo “Stupor Mundi” saluta il popolo e si unisce in un corteo per le strade cittadine fino a raggiungere Piazza della Repubblica dove si assiste all’avvincente sfida sulla scacchiera.

Gli Scacchi Viventi sono teatro puro: pedoni, cavalieri, alfieri, torri, regine e re prendono vita e ogni edizione racconta di un fatto realmente avvenuto, una battaglia che ha segnato il destino dell’impero svevo, di cui il pubblico scopre i dettagli solo nel momento della messa in scena, quando la storia che si fa spettacolo è pedagogia che si veste di emozione.
Non solo rievocazione e messa in scena ma anche studio e approfondimento.

Il progetto Eboli Città Sveva, infatti, prevede anche mostre di miniature e seminari come “Ai tempi di Federico II, l’arte di rievocare la storia”, occasioni dedicate a chi ama “vestire i panni” della storia e cimentarsi nella sua rievocazione.

Tutto il gusto della Storia, “A Cena con Federico II”

Tra le esperienze più magnetiche del progetto Eboli Città Sveva brillano le cene spettacolo “A Cena con Federico II”, che si svolgono tra l’autunno e la primavera a cadenza periodica, spesso anche con la collaborazione di aziende e produttori del territorio: non semplici eventi enogastronomici, ma veri e propri viaggi nel tempo dove storia, teatro e sapori antichi si intrecciano in una danza suggestiva che rapisce i sensi e l’immaginazione.

Immaginate di varcare la soglia di un antico convento millenario, di sentire il fruscio delle vesti di damasco, il suono dei tamburi che riecheggiano tra le arcate di pietra. Immaginate di sedervi a una tavola imbandita come ai tempi dello Stupor Mundi, circondati da sbandieratori, dame e cavalieri, danzatori, santimbanchi e medichesse, mentre il profumo delle spezie medievali si mescola alle melodie dei musici. Non è un sogno, non è un film: è Eboli che ritrova la sua anima sveva. Dove? A tavola!

Dopo il successo dello scorso anno con il tutto esaurito registrato in tutte e tre le cene organizzate, infatti, il format “A Cena con Federico II” si rinnova pur mantenendo intatta la magia dell’esperienza. Grazie alla disponibilità dei Frati Francescani, le cene spettacolo si svolgono in uno dei luoghi più suggestivi dell’itinerario monastico della Campania, il Convento di San Pietro alli Marmi, autentico gioiello architettonico eretto intorno al 1000 dove ogni pietra, ogni arco, ogni ombra racconta secoli di preghiera, di storia che si stratifica come le pagine di un libro infinito.

Dal chiostro, alla cripta alla tavola: il rituale dell’immersione

L’esperienza inizia ben prima di sedersi a tavola. Gli ospiti vengono accolti dall’abate che li conduce alla scoperta della suggestiva cripta di San Berniero, il santo pellegrino le cui spoglie sono custodite nel convento. In quel silenzio carico di spiritualità, tra le volte basse illuminate da fiaccole tremolanti, il tempo sembra sospendersi.

Poi il chiostro si anima: gli Sbandieratori Ebolitani “Portadogana” con figuranti e tamburini in costume salutano l’arrivo degli invitati, insieme a Le Medichesse che propongono loro impiastri e medicamenti secondo le antiche tradizioni. Il battito ritmato dei tamburi, il volteggiare delle bandiere colorate contro il cielo serale, le voci che richiamano ricette di pozioni miracolose: è un crescendo di emozioni che prepara all’ingresso nel cuore della serata.

Subito dopo, dunque, i commensali fanno il loro vero e proprio “ingresso nella storia”, suggellato dal timbro del lasciapassare di cui è dotato ciascun ospite. Quel piccolo sigillo di ceralacca non è solo un dettaglio scenografico, è un patto simbolico, un invito ad abbandonare il presente e ad attraversare la soglia di un altro tempo.

Quest’anno, l’immersione si fa ancora più profonda: i partecipanti alle cene sono invitati a presentarsi in costume medievale. Non è un obbligo, ma un’opportunità per sciogliersi completamente nella dimensione storica. E per chi non possiede un abito d’epoca, l’organizzazione offre la possibilità di fittarne uno tra quelli presenti nel prezioso guardaroba di costumi sartoriali studiati e realizzati artigianalmente con stoffe e fogge dell’epoca: broccati, velluti, lini grezzi, tagli e cuciture che rispettano fedelmente i canoni del XIII secolo. Indossarli significa non essere più spettatori, ma diventare attori di quella sera: dame e cavalieri tra dame e cavalieri.

In cucina maestri, giovani allievi e sapori ritrovati

Una volta seduti al refettorio, tra lunghi tavoli di legno illuminati solo ed esclusivamente dalla luce calda delle candele, la magia prende vita. Gli attori della Compagnia di Teatro del Bianconiglio propongono scene di vita quotidiana al tempo del medioevo, raccontate con briosa ironia: litigi tra mercanti e contadini, corteggiamenti goffi, aneddoti sul sovrano, monologhi sulla durezza e le gioie dell’esistenza medievale.

La serata, poi, si impreziosisce con le danze eseguite dai Briganti dell’Ermice. Tra movimenti circolari e coreografie ipnotiche che sembrano evocare antichi riti pagani, i danzatori si muovono leggeri tra i tavoli, trascinando talvolta qualche commensale più audace in una carola improvvisata, mentre le risate e gli applausi riempiono l’aria.

Ma è la cucina la vera anima del format, dove i volontari guidati da Enza Grasso, cuciniera per amore e per passione, si destreggiano come provetti locandieri e instancabili attendenti. Protagonista indiscusso di “A Cena con Federico II” è il cibo che arriva esclusivamente sui piatti di terracotta e viene gustato con un unica posata o direttamente con le mani- da lavare dopo ogni portata in acqua profumata- così come si faceva un tempo.

L’arte della tavola medievale prende vita grazie alle pietanze sapientemente ricreate dagli chef Mimmo Maglio, Massimo Di Poto, Giuseppina Di Biasi, collaudati all’assistente tecnico Giuseppina Mottola, insieme ai talentuosi studenti della classi III e IV dell’Istituto Alberghiero “Piranesi” di Capaccio, sotto l’attenta guida del dirigente Francesco Cerrone.

Pur adeguandosi al gusto e alla sequenza tipica di un pasto “moderno” dall’antipasto al dolce, il menù di ogni serata è frutto di un’attenta ricerca storica e gastronomica. Lo compongono ricette tratte da antichi manoscritti, realizzate esclusivamente con ingredienti presenti nel medioevo, in cui ritroviamo combinazioni di sapori che oggi ci stupiscono – come il dolce mescolato al salato, l’uso generoso di spezie orientali, le salse agrodolci – ma che all’epoca erano il segno distintivo della cucina di corte.

Pignata maritata, Lagana in auca condimentum, Carnes cum temporis herbas, Raviolo cum iuglandibus, ficis ed cinnamomo, sono solo alcuni dei piatti serviti che cambiano di volta in volta. Agni portata è un piccolo trattato di storia, racconta le rotte commerciali che portavano le spezie dall’Oriente, le tecniche di conservazione degli alimenti, la simbologia religiosa legata a certi ingredienti, lo status sociale espresso attraverso il cibo. La passione, la cura e l’amore per la tradizione trasformano ogni edizione di “A Cena con Federico II” in un evento unico, un incontro tra cultura, gusto e memoria che unisce generazioni e saperi.

Il passato come ali per viaggiare…verso il futuro

Eboli Città Sveva rappresenta un modello virtuoso di valorizzazione territoriale che coniuga rigore storico, creatività artistica e promozione delle eccellenze locali. Le cene spettacolo “A Cena con Federico II”, in particolare, si distinguono per la capacità di offrire un’esperienza completa e coinvolgente, dove storia, cultura, teatro e gastronomia si fondono in un racconto emozionante che celebra il passato glorioso della città guardando al futuro.

Non è semplice intrattenimento turistico: è costruzione di identità, è economia della cultura, è educazione al bello e alla complessità storica. È un modo per dire ai giovani che le loro radici sono nobili e affascinanti, per invitare i visitatori a scoprire un Sud Italia colto e creativo, per dimostrare che la cultura può essere un potente strumento di coesione sociale e di sviluppo economico.
Eboli riscopre Federico II, e nel farlo riscopre se stessa: una città che non ha paura di guardare indietro per camminare meglio verso il domani, che sa trasformare le pietre antiche in esperienze vive, che fa della memoria non un peso ma un’ala con cui volare verso il futuro.

Per informazioni su Eboli Città Sveva e per conoscere le date degli eventi:

Facebook: Eboli città Sveva (Scacchi Viventi)
Instagram: @scacchiviventi
TikTok: scacchiviventi_

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