Cronaca di un viaggio (8). Tra le baracche e le case sospese…s’affaccia la felicità

BORNEO. Quando si arriva in Borneo la scintillante Kuala Lumpur, capitale della Malesia, sembra ormai lontana anni luce.

Le piccole città, quasi tutte sul mare, trasudano di povertà e sporcizia, di cambiamenti troppo profondi rispetto alla realtà che le circonda, di crescita caotica al di fuori di qualsiasi criterio urbanistico.

Nell’interno solo foresta sterminata, piantagioni di palma e piccoli villaggi.

Le case, poco più che baracche, sono costruite come palafitte su terraferma, perché qui le abitazioni non possono poggiare direttamente sul suolo: verrebbero portate via da ogni acquazzone e, in ogni caso, sarebbero preda delle sanguisughe, dei serpenti, degli scarafaggi e dell’umidità del terreno.

Lungo le coste e sulle isole i piccoli villaggi sono invece costruiti direttamente sull’acqua, uniti alla terraferma da lunghe passerelle aeree. La corrente elettrica, dove c’è, viene fornita da generatori ed è presente per poche ore al giorno. In piccolissimi negozi fatiscenti si vendono i generi di prima necessità, in qualche minuscolo ristorante, anche in questo caso una baracca, si offre da mangiare.

E fa impressione, relativamente alla situazione demografica europea, la grande quantità di bambini, tantissimi ovunque. Poveri, sicuramente, ma sereni e giocosi, felici di quel poco che hanno…

Roberto Pellecchia
Roberto Pellecchia

Austriaco di nascita e salernitano di adozione, coltiva da decenni la passione della fotografia e dell’esplorazione del territorio, con cinque guide di successo al suo attivo, tutte dedicate alla Campania e alle sue bellezze. Scrittore e viaggiatore entusiasta, svolge da oltre 30 anni la professione di medico come geriatra e cardiologo.

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