Cronaca di un viaggio (4). Alla ricerca dei nidi di rondine

SABAH (BORNEO). Siamo nella regione del Sabah, distretto di Kinabatangan, dove si trovano le più grandi caverne di raccolta dei nidi di rondine, prelibatezza di molte popolazioni del sudest asiatico, ma oggetto di commercializzazione anche nell’ambito della medicina popolare.

Gli uccelli che vivono in queste caverne, il cui nome corretto è salangane, utilizzano una particolare secrezione salivare per la costruzione del nido, ed è questa, una volta solidificata sotto forma di nido, che viene utilizzata a scopo alimentare.

Va precisato che la raccolta dei nidi è regolamentata dal 1997 dal Wildlife Conservation Enactment e viene effettuata due volte all’anno sotto stretta sorveglianza, ma il metodo è quello di sempre, perché per accedere alla volta delle caverne, alte decine di metri, i malesi si servono di lunghe scale di corda. Una volta arrivati in alto, mediante una specie di lunga fiocina, riescono a staccare i nidi dalla roccia.

La caverna di Gomatong, che si raggiunge dopo un breve percorso che attraversa la foresta, offre la spettacolarità delle sue notevoli dimensioni, dei giochi di luce offerti dalle aperture naturali della volta e dallo strano ecosistema che vi fa convivere rondini, pipistrelli, granchi e colonie di scarafaggi e altri insetti.

Roberto Pellecchia

Roberto Pellecchia
Roberto Pellecchia

Austriaco di nascita e salernitano di adozione, coltiva da decenni la passione della fotografia e dell’esplorazione del territorio, con cinque guide di successo al suo attivo, tutte dedicate alla Campania e alle sue bellezze. Scrittore e viaggiatore entusiasta, svolge da oltre 30 anni la professione di medico come geriatra e cardiologo.

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