Il Cammino dell’Angelo. Riscoprendo la Via Micaelica e la Francigena

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Cattedrale di Troia

TROIA (FG). I “camminatori” del Gruppo di ricerca Terre Alte del Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano sono in viaggio per Monte Sant’Angelo per unir la Via Micaelica alla Via Francigena. Sono in 42, partiti (rigorosamente a piedi) da Benevento il 24 aprile scorso, hanno raggiunto Troia il 27 aprile dopo aver toccato le tappe di Pietralcina, Buonalbergo e Ariano Irpino.

Poi si sono incamminati per Lucera, a cui seguono San Severo, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis (passando per il santuario di Stignano) ed infine, domenica 2 maggio saranno a Monte Sant’Angelo.

 

E’ il Gruppo di ricerca ‘Terre Alte’, del Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano (308.000 iscritti in tutte le Sezioni e sottosezioni presenti sul territorio nazionale e tante Associazioni simili in Europa), impegnato nella seconda edizione del Cammino dell’Arcangelo, ultimo tratto della Via Micaelica, inaugurato lo scorso anno.

 

Il percorso, che congiunge Benevento, ‘Città Santa’ della Longobardia minore, a Monte Sant’Angelo, luogo di culto dell’Arcangelo Michele (V sec.), si snoda su sentieri o tratti sterrati e attraversa monti e valli del Sannio, dell’Irpinia e della Daunia fino al Gargano.

 

Si tratta di 9 tappe che vanno dai 12 ai 28 chilometri, che si sviluppa sulle orme dell’antico tracciato dei pellegrini devoti al culto di San Michele.

 

A capo della spedizione il coordinatore del progetto, Vincenzo Di Gironimo, Vilma Tarantino e Michele Del Giudice. Il gruppo è formato da appassionati “camminatori” (non “pellegrini”, tengono a precisare) provenienti da ogni parte d’Italia, attrezzati di tutto punto e con uno scopo: “ripercorrere i sentieri dei pellegrini per mettere in sicurezza l’intero percorso ed aprirlo alla ‘Via Francigena’”.

 

Come il ‘Cammino dell’Uomo’ di Santiago de Compostela, si apre la strada al ‘Cammino dell’Angelo’. Questo il grande obiettivo. Entro 5 anni migliaia di fedeli si muoveranno attraverso il percorso tracciato da questi appassionati della ‘montanità’.

 

Il progetto del Cammino dell’Arcangelo rientra in un programma più ampio che prevede il raccordo dei sentieri tra Roma e il Gargano e che, in una prospettiva internazionale, unirà Monte Sant’Angelo (Via Francigena del Sud) all’abazia benedettina di Mont Saint Michel, isolotto roccioso situato presso la costa settentrionale della Francia. Il percorso viene segnalato, inoltre, anche alla Rete dei Cammini, l’organizzazione che raccoglie le più importanti associazioni di Pellegrini a piedi in Italia.

 

In quest’ottica il Gruppo di ricerca ‘Terre Alte’, che conduce studi sul piano storico ed etnoantropologico, durante le sue escursioni annota strade sterrate, viottoli, sentieri di montagna e li traccia con cartellonistica dedicata e segnala i punti di maggiore interesse. Grande, perciò, l’attenzione durante la tappa nella città di Troia, ricca di storia e di cultura.

 

Cicerone d’eccezione il sindaco, Edoardo Beccia, che ha illustrato la storia del centro preappenninico: dai trascorsi di epoca federiciana ad Antonio Salandra, troiano, Presidente del Consiglio dei Ministri dopo la caduta del Governo Giolitti (1914-1916); dall’incantevole Palazzo D’Avalos, sede municipale, al suo museo sotterraneo; dalla splendida Cattedrale, conosciuta in tutto il mondo per il suo rosone a undici raggi, ai musei Diocesano e del Tesoro della Cattedrale.

 

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