Bimbi in soprappeso a fare la spesa. C’è bisogno di educazione alimentare per genitori e figli

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Le richieste dei figli condizionano gli acquisti dei genitori che sono portati, anche per motivi di tempo, ad accontentarli con un atteggiamento benevolo che è particolarmente dannoso: secondo l’ultima indagine “Okkio alla Salute” del Ministero della Salute in Italia tra le madri di bambini con sovrappeso o obesi, ben 4 su 10 non ritengono che il figlio abbia un peso eccessivo rispetto  all’altezza.

La realtà è diversa. Un bambino su tre di età compresa tra i 6 e gli 11 anni pesa troppo e in particolare il 12,3 per cento dei bambini è obeso, mentre il 23,6 per cento è in sovrappeso soprattutto per le cattive abitudini alimentari e la mancanza, in vari casi, di una corretta informazione. La principale causa è individuata dagli esperti nel minor esercizio fisico e nel consumo di cibi grassi e bibite ricche di zucchero che il 41 per cento dei bambini beve ogni giorno mentre il 23 per cento dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura.

Il “viaggio” all’interno del supermercato è anche il principale responsabile della confusione che regna sovrana tra i più piccoli in riferimento ai cicli delle stagioni e alla nazionalità dei prodotti portati in tavola ogni giorno. Sugli scaffali è infatti possibile trovare durante tutto l’anno gli stessi prodotti, senza alcun legame con la stagionalità, attraverso le importazioni da continenti lontani dai quali arrivano le ciliegie e i fagiolini anche a Natale.

Quasi un bambino su tre (il 29 per cento) è solito andare a fare la spesa, che è considerata una esperienza piacevole per la maggioranza dei più piccoli che condizionano spesso le scelte di acquisto dei genitori.

Sempre più questi dati mostrano la necessità di avviare quanto prima programmi educazionali per bimbi e genitori. Stagionalità e calorie non possono restare concetti ignorati dai più.

 

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