APERITIVO col BARMAN. Il Mojito, il drink di Hemingway

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CLAUDIOTorna il nostro appuntamento mensile con “l’aperitivo col barman”. A farci compagnia è sempre Claudio D’Agostino, barman per amore e per professione.

Questo mese ci presenta il famosissimo Mojito, in una versione semplice e gustosa, del drink più amato e più richiesto nei bar.

E’ un drink fresco e semplice ed è possibile farlo in casa e guarnirlo con un po’ di fantasia, per poterlo gustare con gli amici in un apericena casalingo o per gustare un ottimo aperitivo in casa.

Prima però scopriamo i segreti e la storia del drink più amato.

Il mojito è definito un long drink analcolico a base di rum. L’origine della bevanda è cubana e sarebbe dovuta ad Angelo Martínez, un famoso barman che gestiva il bar “La Bodeguita del Medio” a L’Avana. Si racconta che costui amasse tanto il suo lavoro da mescolare i cocktail fino a stancarsi. Incerte le notizie sull’origine del nome, per alcuni sarebbe legato al “mojo” ovvero,  un condimento di base della cucina cubana, ottenuto da aglio e agrumi, quest’ultimo usato per marinare.

Un’altra teoria lo lega alla tradizione della parola spagnola “mojadito” che significa “un pò bagnato, umido”. Gli ingredienti del Mojito sono: foglie di menta (preferibilmente Hierba Buena che a Cuba cresce spontanea ed è più delicata della menta) e rum bianco. 

Claudio si rifà alla storia cubana, città che gli ha insegnato qualche consiglio in fatto di drink. Per il rum, in cubano “ron”, preferisce usare l’Havana di 3 anni. A Cuba molti usano questo tipo di rum. Tornando al nostro mojito, servono ancora zucchero di canna raffinato bianco, succo di lime e soda, o acqua frizzante. Viene servito freddo ed ha un sapore deciso e leggero, grazie alla combinazione della freschezza della mente e al gusto deciso del rum.

Claudio, ci presenta questo drink in vista della primavera, in quanto prepararlo e servirlo d’inverno potrebbe presentarsi amaro a causa della menta non ancora matura. Per questo è consigliato consumarlo in estate, mesi in cui la menta è più matura e meno aspra.

Il nostro barman ci svela una variante del mojito molto amata da Ernest Hemigway, che consiste nel mescolare due tipi di rum, il primo chiaro invecchiato da uno a tre anni ed il secondo ambrato invecchiato per un periodo che va dai sette anni in su. Ha un gusto più deciso e forte, seppur non aumenta il tasso alcolico, visto che il rum più invecchiato diventa sempre più dolce, e non più forte, come si potrebbe pensare.

Prima di versarlo nel bicchiere bisogna porre sul fondo la menta, due cucchiaini di zucchero e di succo di mezzo lime. E’ importante pestare bene gli ingredienti in modo da liberare l’aroma delle foglie di menta. Si aggiunge poi del ghiaccio, il rum e infine, la soda o dell’acqua frizzante.

Servite poi con una cannuccia e un rametto di menta decorativo. Claudio, inoltre, ci racconta che al di fuori di Cuba il Mojito viene preparato nella versione cosiddetta “sbagliata” o “europea”, ovvero, con lime a pezzi, menta, zucchero di canna grezzo, ghiaccio tritato e acqua.

Tecnicamente il cocktail così eseguito è da considerarsi equiparabile a una “Caipirissima” alla menta. Il Mojito ricorda Hemingway, che lo amava molto assieme al Daiquiri, così viene alla mente anche la sua frase più famosa in merito…”Mi mojito en La Bodeguita, mi daiquiri en El Floridita“!

Mojito

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