Rabarbaro: proprietà, usi in cucina e benefici per la salute

Il rabarbaro, conosciuto anche con il nome botanico Rheum rhabarbarum o come “radice barbara”, è una pianta erbacea perenne, rizomatosa, appartenente alla famiglia delle Polygonaceae. Pur essendo poco conosciuto, è apprezzato sia in cucina che in fitoterapia per le sue proprietà uniche.

Origine e curiosità

Il termine “rabarbaro” deriva dal latino reubarbarum, che significa “radice barbara”, a indicare che anticamente la pianta era sconosciuta nei Paesi occidentali. Inizialmente veniva coltivata principalmente a scopo ornamentale e medicinale, mentre il suo impiego alimentare iniziò solo nel XVIII secolo.

Le varietà più diffuse oggi si distinguono per colore dei gambi e della polpa:

  • Gambo verde e polpa verde
  • Gambo rosso con polpa verde
  • Gambo rosso e polpa rossa

Parti commestibili e utilizzo in cucina

Le coste del rabarbaro sono la parte principale utilizzata in cucina. Le foglie, ricche di acido ossalico, non sono commestibili poiché possono causare disturbi digestivi.

Idee in cucina:

Dolci e torte: perfetto in abbinamento a fragole, mele o albicocche.

Insalate e contorni: le coste possono essere consumate crude o lessate.

Canditi: diffusi nei paesi nord-europei, particolarmente apprezzati dai bambini.

Bevande: succhi, infusi, aperitivi e amari, da solo o combinato con altre erbe.

Nei Paesi anglosassoni il rabarbaro essiccato è spesso utilizzato per succhi di frutta o marmellate.

Proprietà medicinali e fitoterapiche

Il rabarbaro è noto per le sue proprietà digestive, lassative e riequilibranti dell’intestino, grazie ai principi attivi presenti nelle radici.

Radici essiccate: disponibili in polvere o in piccoli pezzi per tisane, decotti e gocce.

Prodotti fitoterapici: compresse e estratti impiegati anche in ambito farmaceutico.

Le radici vengono utilizzate soprattutto dopo il primo anno di crescita, quando i principi attivi sono più concentrati.

Curiosità

Il rabarbaro è un “amato sconosciuto”: poco noto, ma con un sapore unico e proprietà benefiche.

Non consumare mai le foglie crude: contengono acido ossalico in quantità elevata.

Redazione
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