Bibite e cibi estivi. Molte le bugie che subiscono i consumatori

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BIBITE GASSATEBibite, pomodori, mozzarella e tonno, pare siano i protagonisti delle nostre tavole con l’arrivo della bella stagione. Tutti miti, in alcuni casi falsi miti. Dario Bressanini, ricercatore ed esperto di temi legati all’alimentazione, mette in guardia da tutti i rischi che possono derivare dalla spesa, in particolare sulle bugie dei cibi “da estate”.
Quando fa caldo si è soliti mangiare molte insalate e gli ingredienti ricorrenti sono pomodorini, mozzarella di bufala e tonno. Ma molti di questi alimenti hanno dei segreti che nessuno dice. Una bugia ricorrente è che le bevande gassate siano dissetanti. In realtà la cosa migliore da fare per dissetarsi è bere acqua e astenersi dagli alcolici. Parlando di acqua venduta al supermercato, non tutti sanno che spesso si trova in vendita la spessa acqua, della stessa fonte, a prezzi diversi e con marchi diversi. Molte acque con un marchio della grande distribuzione sono imbottigliate dalle stesse aziende e con un po’ di attenzione, leggendo l’etichetta e lo stabilimento di imbottigliamento, si può comprare la stessa acqua ad un prezzo inferiore.
Secondo il dott. Bressanini vi sono delle avvertenze da tener presente. Spesso i pomodori di Pachino hanno origine israeliana, sono buoni ma non “autoctoni”. A volte meglio scegliere in base al km 0, acquistando dai contadini che producono sul luogo.
Sulla mozzarella di bufala, Bressanini racconta come a volte quella che si acquista nei mesi estivi, quando la richiesta è maggiore, sia “tagliata” con latte vaccino commettendo una truffa ai danni del consumatore.
Sul tonno raccomanda di non mangiarne troppo sia per motivi ambientali (è un pesce troppo pescato), sia per motivi sanitari, visto che in alcuni casi le sue carni contengono un quantitativo di mercurio superiore ai limiti legali.
Il rischio maggiore i tutti è quello di spendere più di quanto si dovrebbe. Tutti i prodotti venduti sono controllati e raramente ci sono rischi sanitari. Ma spesso si paga di più per un prodotto equivalente a un altro perché ci si illude che abbia chissà quali effetti miracolosi.
Così come è usuale pensare che acquistando un prodotto addizionato con zinco, selenio e Omega-3 si possa sostituire un normale regime alimentare bilanciato. Ma non è così.
Per quanto riguarda il selenio, sulle etichette non c’è scritto che fa bene, ma semplicemente che quella sostanza è presente. Non viene mai indicata la quantità necessaria per avere un contributo utile al benessere. Si fa in modo che il consumatore, bombardato per anni dal messaggio che il selenio faccia bene, da solo associa mentalmente il concetto selenio-benessere.
L’invito del ricercatore è ad avere diffidenza verso tutti prodotti dove è stato addizionato qualcosa. Normalmente se si segue una dieta bilanciata non se ne ha bisogno!

Maria Rosaria Mandiello

 

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