PIG 26, il maialino geneticamente modificato non viene ben accolto. Il NO dei consumatori

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MAIALEIl maiale geneticamente modificato creato in laboratorio fa paura a 3 italiani su 4 (75 per cento) che non porterebbero mai in tavola le braciole, i salumi o i prosciutti che se ne possono ottenere. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Eurobarometro in riferimento all’annuncio della creazione di un maialino geneticamente modificato chiamato Pig 26 tramite l’utilizzo dell’ “editing genetico” avvenuta quattro mesi fa al Roslin Institute di Edimburgo nel laboratorio dove e stata clonata la pecora Dolly.

Il livello di scetticismo degli italiani, nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sugli effetti benefici delle nuove modificazioni genetiche effettuate su animali e vegetali in laboratorio (dal supersalmone ad accrescimento rapido al riso ipervitaminico fino al latte materno da mucche transgeniche), rimane elevato. Anche perché la realtà è infatti che le manipolazioni genetiche attualmente in commercio riguardano pochissimi prodotti (mais, soia e cotone) e sono diffusi nell’interesse di poche multinazionali senza benefici riscontrabili dai cittadini.

L’opposizione alle modificazioni genetiche in piante e animali è cresciuta in Italia anche nelle Associazioni, nei Partiti  e nelle Istituzioni ed ha portato per la prima volta alla positiva richiesta di sospensione d’urgenza dell’autorizzazione alla messa in coltura di sementi Ogm di Mais Mon810 in Italia e nel resto dell’Unione europea trasmessa con lettera del Ministro della Salute Renato Balduzzi, insieme al dossier elaborato dal Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania, alla Direzione Generale Salute e consumatori della Commissione  Europea.

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