La Campania, pregna di un patrimonio storico-monumentale tra i più importanti del mondo, custodisce tra le sue tante ricchezze anche un gran numero di castelli, quasi tutti sorti durante il periodo longobardo, ma poi via via rimaneggiati e ampliati nel corso dei secoli dai Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e anche successivamente, finché la loro funzione strategica e militare non decadde del tutto.
Ridotti a semplici rovine o splendidamente restaurati, rappresentano una testimonianza storica che abbraccia oltre mille anni di storia. Dei circa 200 castelli campani molti sono scomparsi lasciando solo esili tracce, altri sono difficilmente accessibili, ma una importante quota fruibile è ancora presente sul territorio regionale.

Tra quelli di cui ci sentiamo di consigliare la visita, non necessariamente i più famosi, ce ne sono dieci (ne abbiamo scelti due per ogni provincia) che almeno una volta andrebbero visti.

In provincia di Napoli, volendo tralasciare i fin troppo conosciuti castelli cittadini (Castel Nuovo, Castel dell’Ovo e Castel Sant’Elmo, oltre ad altri meno noti), possiamo dirigerci a Bacoli, col suo imponente Castello di Baia che si affaccia maestosamente su un promontorio a 51m slm a picco sul mare da dove la vista spazia su tutto il golfo di Pozzuoli, Procida, Ischia e Cuma. La sua costruzione iniziò nel 1495 d.C. per volontà di Alfonso II d’Aragona ma l’attuale aspetto è quello dei lavori di ristrutturazione della prima metà del Cinquecento ad opera del viceré di Spagna Pedro de Toledo.
Oltre alla sua bella posizione sul mare, il castello aragonese di Baia è sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei e custodisce il Sacello degli Augustali di Miseno, i gessi rinvenuti alle Terme di Baia e il Ninfeo di Punta Epitaffio a Baia.


Un’altra fortificazione di grande impatto scenografico ed emotivo in Provincia di Napoli è Castello di Ischia, anch’esso del periodo aragonese. Il suggestivo promontorio su cui sorge un tempo era staccato dal suolo ischitano ed era un’isola chiamata Insula Minor. L’attuale aspetto del complesso castellare è il risultato di un rimaneggiamento realizzato nel XV secolo d.C. da Alfonso I d’Aragona, che fece costruire le poderose mura difensive e fece scavare nella roccia la galleria di accesso pedonale.

L’interessante visita agli interni comprende la Cappella votiva del Traforo, la Chiesa dell’Immacolata, il Convento delle Clarisse e il cimitero con i cosiddetti “scolatoi” su cui venivano poste le salme perché perdessero i liquidi biologici, la cripta della Cattedrale e il carcere borbonico. Un’incredibile viaggio nella storia su una delle isole più famose del Mediterraneo, con grandi panorami ed emozioni assicurate.


Spostandoci in Provincia di Salerno non si può prescindere dalla visita al grande castello longobardo che domina la città. Tradizionalmente la sua costruzione è associata al duca Longobardo Arechi II. Restaurato alcuni decenni fa, si trova sul Monte Bonadies a 300 metri di altezza, dominando dall’alto in maniera spettacolare tutta la città, la Costiera Amalfitana e il golfo di Salerno fino a Punta Licosa.

Un percorso multimediale fa rivivere al visitatore scorci di vita dell’epoca, mentre al suo interno, oltre a un punto di ristoro, si trova un elegante museo in cui si trovano esposti tutti i ritrovamenti legati al castello: ceramiche, vetri, metalli e una notevole collezione di monete.

Meno conosciuto ma assolutamente spettacolare per la sua posizione è il Castrum Olibani, il castello di Olevano sul Tusciano. L’austero rudere longobardo, la cui costruzione si pone tra il VI e il VII secolo, rappresenta il punto d’arrivo di una gradevole passeggiata naturalistica che si può effettuare dalla frazione di Salitto o dal piazzale di Cannabosto. Quando si attraversa il grande arco d’ingresso ci si rende conto della particolare posizione della fortezza letteralmente aggrappata su uno sperone di roccia a picco sulla Valle del Tusciano. Dall’altro versante la vista spazia sul golfo di Salerno e la Costiera Amalfitana. Bello in ogni stagione, il luogo offre il massimo di sé in una bella giornata di primavera.

In Provincia di Avellino merita sicuramente una visita il bel castello di Gesualdo. Per raggiungere questo grazioso ed elegante comune dell’Irpinia Centrale, posto tra le valli del Fredane e dell’Ufita a circa 670m di altezza, si segue un sinuoso percorso tra il verde delle campagne collinari che caratterizzano questa zona.
Il paese spunta quasi all’improvviso, dominato in alto dal suo bel castello, che attira irresistibilmente ogni visitatore.
La storia di questo maniero è legata ai Signori di Gesualdo che nel IX secolo ne iniziarono la costruzione per far fronte ai frequenti attacchi dei Bizantini. Successivamente, nella seconda metà del Cinquecento fu di massimo rilievo la figura di Carlo Gesualdo, “Principe dei Musici”, che diede lustro alla vita gesualdina: per suo volere il castello venne trasformato da rude fortezza in raffinata dimora capace di accogliere una fastosa corte canora nel vago ma anche vano tentativo di emulare quella di Ferrara.
Oggi questa stupenda fortezza è parzialmente visitabile grazie a una lodevole iniziativa del Comune di Gesualdo.


Lauro è un comune della bassa Irpinia che vanta uno dei più bei manieri visitabili in Campania, il Castello Lancellotti. Per quanto si tratti di un edificio che risale al periodo longobardo-normanno, la struttura oggi visibile è quella della ricostruzione del 1872 ad opera del principe Filippo Massimo Lancellotti, in quanto la precedente costruzione era stata distrutta dall’esercito napoleonico nel 1799.

Oggi il castello si presenta in uno stile composito gotico, rinascimentale, neoclassico e barocco ed è una delle residenze d’epoca più suggestive e visitate della regione. Lo scenario è arricchito da un bel giardino ottocentesco, una biblioteca di pregevoli volumi antichi, una cappella privata e diverse sale riccamente adornate. Nell’ampio cortile è presente anche una singolare collezione di carrozze d’epoca.

Passando alla provincia di Benevento non si può menzionare lo spettacolare borgo-castello di Limatola, particolarmente apprezzato dagli amanti dei mercatini di Natale (quest’anno assenti causa Covid).
Il castello, costruito da Normanni sui resti di una torre longobarda, troneggia in posizione strategica sul centro storico dall’alto di un piccolo colle.
Subì profonde modificazioni in epoca rinascimentale assumendo le caratteristiche di una dimora signorile.
Abbandonato poi per lungo tempo è stato restaurato nel 2010 e oggi ospita un albergo ristorante.
È liberamente visitabile nel corso delle diverse manifestazioni pubbliche che vi si svolgono tutto l’anno.


Il castello di Montesarchio, posto su un’altura rocciosa del Monte Taburno, è uno dei migliori esempi di architettura militare della Campania. Costruito su una originaria torre longobarda, venne successivamente ristrutturato dai Normanni e dagli Svevi e anche nei secoli successivi ha subito numerosi rimaneggiamenti
Ospita l’interessantissimo Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino. Inaugurato nel 2007, attualmente conta circa 300 reperti ed è organizzato al primo piano del castello.
Una sezione è dedicata alla raccolta di vasi, massimamente crateri figurati di produzione attica e italiota, fra i quali rileva il meraviglioso “Ratto di Europa”, meglio noto come il “vaso di Assteas”, del IV secolo a.C., esumato da tombaroli in una necropoli a Sant’Agata de’ Goti, oggi assicurato per un valore di ben 20 milioni di euro.

Spostandoci in provincia di Caserta, puntiamo su Casertavecchia, un amatissimo borgo medievale, monumento nazionale dal 1960, posto sui rilievi dei Monti Tifatini a 400 metri di altezza.
Da molti anni grande attrattore turistico, sia per la bellezza del luogo, sia per la presenza di numerose taverne caratteristiche sorte proprio grazie ai numerosi visitatori, vanta sul suo sommo la presenza di un antico castello la cui costruzione iniziò nell’861 d.C., con successivi ampliamenti in epoca normanna e sveva che lo trasformarono in una imponente fortificazione militare.

Disponeva infatti di quattro torri di avvistamento e di una ulteriore torre di ben 32 metri di altezza circondata da un fossato che la rendeva inaccessibile. Del castello rimangono una bella facciata, due sale e la maestosa torre rimasta in piedi fino ai giorni nostri.

Frutto di un recente restauro del 2018, il castello di Mignano Montelungo, nell’alto casertano, risale al X-XI secolo; venne concesso a Ettore Fieramosca, nell’anno 1504, un anno dopo la disfida di Barletta, dal re di Spagna Ferdinando d’Aragona, quale ricompensa dei brillanti fatti d’arme di cui si era fatto onore.
Oggi i locali interni, le corti, i bastioni, i terrazzamenti sono riportati all’antico splendore; nei giardini che coprono una superficie di 2500 mq spicca la presenza di antiche piante di alloro e di aiuole fiorite e ogni cosa è stata ripristinata nel rispetto dell’impianto originario.

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