XIX edizione di ECOSISTEMA URBANO. In testa Venezia, Trento e Verbania, in coda la Calabria

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Nei capoluoghi italiani, torna a crescere l’inquinamento atmosferico, senza contare l’inefficienza energetica e quella del trasporto pubblico, messo sotto pressione dai tagli e incapace di attrarre passeggeri. Non crescono le isole pedonali, le zone a traffico limitato e le reti ciclabili urbane. Più marcata la riduzione della produzione di rifiuti solidi urbani (20 chili in meno a testa in un anno, soprattutto a causa della riduzione dei consumi) e l’aumento della raccolta differenziata che, pur passando dal 32 per cento al 38 per cento, resta lontana dal raggiungimento dell’obiettivo normativo del 60 per cento.

Un quadro che, nel grigiore generale, vede emergere Venezia tra le grandi città, Trento tra i centri urbani di medie dimensioni, e Verbania, tra le piccole. In tutti e tre i casi, però, si tratta di primati relativi: non sono le città più sostenibili, ma le meno insostenibili. Rimane invece indietro il sud Italia con Messina, Reggio Calabria e Vibo Valentia ultime in classifica, sia che si parli di grandi capoluoghi, sia di medi o piccoli centri.

È questa la foto scattata dalla XIX edizione di Ecosistema Urbano, l’annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia, realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, sullo stato di salute ambientale dei capoluoghi di provincia italiani.

Verbania, che lo scorso anno era seconda dietro Belluno, sale grazie alla raccolta differenziata giunta al 72,1%, seconda solo a Pordenone. Bene anche la superficie urbana complessivamente destinata alle bici con 23,69 metri equivalenti ogni 100 abitanti, che le vale il terzo posto in questa graduatoria, dietro Mantova e Lodi. In classifica dietro Verbania, ci sono Belluno e Pordenone.

Nel complesso, il rapporto ha mostrato che anche quest’anno le emergenze ambientali da affrontare sono lo smog, i rifiuti, il traffico, l’inefficienza energetica e quella del trasporto pubblico. Nel 2011 salgono a 17, contro i 6 dello scorso anno, i capoluoghi dove si registra un valore medio annuo di polveri sottili superiore al limite dei 40 microgrammi per metro cubo. In quest’ambito tra città peggiori vi sono Verona, Milano, Torino e Monza. Risultati non buoni anche per la densità automobilistica, che si attesta a 63,8 auto ogni 100 abitanti, per cui l’auto è ancora il mezzo più usato, a discapito del trasporto pubblico locale: in media un cittadino compie solo 83 viaggi l’anno, contro gli 85 dello scorso anno, su bus, tram e metro.

Ecosistema Urbano è realizzato attraverso questionari e interviste dirette ai 104 comuni capoluogo di provincia e sulla base di altre fonti statistiche, con informazioni su 25 parametri ambientali. I dati di questa edizione del rapporto fanno riferimento all’anno 2011.

Il Rapporto di Legambiente raggruppa i 104 capoluoghi di provincia in tre gruppi omogenei per dimensione geografica: 15 grandi città con più 200mila abitanti, 44 medie città con popolazione tra 80mila e 200mila abitanti e 45 piccole città con meno di 80mila abitanti. Per quanto riguarda la Puglia, non sono stati presi in considerazione i dati inviati dalla provincia di BT perché considerati non completi e quindi parziali.

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