XIX Ecosistema Urbano. I risultati della Puglia

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In Puglia, facendo un confronto fra i capoluoghi meno insostenibili, emerge Bari per la qualità dell’aria che, di contro, si piazza agli ultimi posti della classifica per la presenza di aree verdi. Tra le peggiori per la raccolta differenziata c’è Foggia, fanalino di coda con il 3,8%. Restano al palo: trasporto pubblico, isole pedonali, piste ciclabili, verde urbano, ZTL, diffusione delle energie rinnovabili sugli edifici comunali. Tra le peggiori: Brindisi per le isole pedonali, Taranto per le piste ciclabili, mentre Lecce è la città che produce più rifiuti. Unica menzione speciale va alla città di Andria per aver avviato la raccolta differenziata porta a porta, raggiungendo in pochi mesi il 62% di rifiuti raccolti in maniera differenziata.

Entrando nel merito dei dati pugliesi. Nella classifica delle grandi città Bari occupa l’11° posto, con il 44,18% di sostenibilità ambientale. Quanto invece alle altre province pugliesi, esse si piazzano nella parte bassa della classifica delle medie città: occupa il 29° posto Foggia, seguito da Lecce, al 33° posto, Brindisi al 34° posto e Taranto, al 40° posto.

Scendendo nel dettaglio, dall’esame dei tre indicatori (Biossido di Azoto, PM10 e Ozono) emerge che la qualità dell’aria migliora a Bari, mentre per gli altri capoluoghi la situazione rimane invariata. Per ciò che riguarda Taranto, invece, alla luce dell’indagine giudiziaria sull’inquinamento atmosferico prodotto dall’Ilva e degli accertamenti ancora in corso, Legambiente ha deciso di non pubblicare i dati relativi alla qualità dell’aria di Taranto per non ingenerare ulteriore confusione in un dibattito già fortemente caratterizzato da inutili e dannose strumentalizzazioni.

Il consumo giornaliero pro capite di acqua potabile resta alto a Lecce (159,2 litri pro-capite), seguita da Bari, Taranto, Brindisi fino ai 126,9 litri di Foggia. Quanto alla dispersione di acqua dalla rete e alla capacità di depurazione degli scarichi civili la situazione resta sostanzialmente invariata.

Sul fronte rifiuti ed in particolare sulla produzione annuale pro capite di rifiuti urbani, anche quest’anno è Lecce che ne produce in quantità maggiore, raggiungendo 625,6 kg per abitante. È Brindisi invece la provincia che ne produce di meno, con 488,4 kg per abitante.

Sempre in stallo, invece, la raccolta differenziata, ancora lontanissima dagli obiettivi di legge e con quasi tutti i capoluoghi in coda alla classifica. Se da un lato migliora Brindisi, che passa dall’11,9% al 26,9%, peggiora Foggia, ultima nella classifica fra le città medie italiane, con appena  il 3,8%, seguita da Taranto, con il 9,0%. Lecce rimane stabile con il 15,7 %, Bari, invece, passa dal 20,8% al 17,8%.

Nel trasporto pubblico, sia sul fronte passeggeri trasportati annualmente per abitante che su quello inerente la percorrenza annua per abitante, le città pugliesi non occupano buone posizioni. Quanto alla mobilità sostenibile (autobus a chiamata, controlli elettronici ZTL, tariffe per intermodalità, sistema di pedaggio urbano (tipo Ecopass), parcheggi interscambio bici, presenza del mobility manager, bike sharing, car sharing, Piano mobilità ciclabile e di quello per gli spostamenti casa-lavoro), si distinguono Bari e Foggia, peggiora Lecce. Per le altre province, non sono pervenuti dati al riguardo.

Sul tasso di motorizzazione, ossia il numero delle auto circolanti, la migliore è ancora una volta Foggia con 56 auto circolanti ogni cento abitanti, mentre la peggiore è Lecce con 68 auto circolanti. Per il tasso di motorizzazione dei motocicli, Foggia si riconferma al primo posto della classifica generale con il valore più basso ossia 5 motocicli ogni 100 abitanti mentre ancora una volta Lecce è la peggiore con 12 motocicli.

Per quanto riguarda le isole pedonali, Bari si piazza in vetta alle province pugliesi, così come per le zone a traffico limitato. Per quanto riguarda invece le piste ciclabili, è ancora una volta Lecce il migliore capoluogo pugliese con 14,53 m_eq/100 abitanti. Invece, sul fronte dell’indice di ciclabilità, che misura il livello di efficacia delle politiche amministrative per la diffusione delle due ruote, si distingue Bari.

Si assesta invece ancora su percentuali troppo basse la presenza del verde urbano fruibile. Invece, è Foggia la città con i più bassi consumi elettrici domestici. Per quanto riguarda il solare termico e il solare fotovoltaico installato sugli edifici comunali si distingue Lecce con 3,6 mq ogni mille abitanti di solare termico installato e Foggia con 2,02 kW ogni mille abitanti. Mentre per il teleriscaldamento siamo ancora a percentuali pari a 0. In genere, sul fronte delle politiche energetiche (semplificazione della procedura per l’installazione di solare termico/fotovoltaico, attuazione di attività di risparmio energetico, presenza di energy manager, acquisto di energia elettrica da fonte rinnovabile, realizzazione di banca dati edifici certificati), fanalino di coda della classifica è Brindisi.

Per quanto riguarda poi la partecipazione e pianificazione ambientale (zonizzazione acustica, piano urbano del traffico, piano energetico comunale, percorsi di progettazione pianificata, bilancio ambientale) sono Bari e Foggia le migliori. Sull’Eco Management (utilizzo di carta riciclata negli uffici pubblici, auto comunali ecologiche, l’acquisto di prodotti equosolidali, certificazione ambientale del Comune e raccolta differenziata all’interno del Comune) la migliore performance è a Lecce. Per quanto riguarda infine la capacità di risposta della pubblica amministrazione al questionario inviato da Legambiente, la migliore è Bari mentre la peggiore è Taranto.

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