Sbarca sul mercato Erbalat: il latte nobile dell’Appennino Campano. Dal 1° marzo al 4 aprile la fase promozionale in tutta la regione

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Nato appena tre mesi fa da piccoli allevamenti di vacche alimentate prevalentemente a foraggio e pascolo, il Latte Nobile dell’Appennino Campano sbarca finalmente sul mercato, con il marchio commerciale “Erbalat”, attraverso una serie di degustazioni pubbliche e la collaborazione di Regione Campania e Ipercoop Campania.

Una grande realtà amministrativa e una delle più importanti firme nazionali della grande distribuzione hanno avuto il merito di credere nella superiorità nutrizionale di questo prodotto (alti contenuti di grassi polinsaturi Omega-3, antiossidanti e acido linoleico coniugato CLA) e di volerlo sostenere tanto nella fase promozionale quanto in quella distributiva, attraverso una serie di iniziative mirate, in programma da lunedì 1° marzo a domenica 4 aprile in varie località della regione. L’iniziativa è partita a Napoli il 1° marzo, presso il bar degli uffici della Regione Campania,

Centro Direzionale “Isola A6”, con una degustazione di Latte Nobile dedicata ai dipendenti dell’ente, che dal giorno seguente potranno acquistare il prodotto all’interno dello stesso bar. A fornire informazioni e rispondere alle domande dei presenti saranno gli esperti dell’ANFOSC (Associazione Nazionale Formaggi Sotto il Cielo) che hanno gestito sin dall’inizio il progetto nella sua parte scientifica e organizzativa.

 

Ma come nasce il Latte Nobile dell’Appennino Campano, e perché è superiore ai latti comunemente in commercio?

A raccontarcelo è Roberto Rubino, ricercatore del CRA-ZOE (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura, Istituto per la Zootecnia Estensiva) e presidente dell’Anfosc: «Come per i migliori vini o per i più celebrati prodotti tipici», spiega Rubino «anche per il latte si può parlare di terreni vocati alla produzione di foraggi e al pascolo e di vera e propria cultura zootecnica e lattiera locale. Laddove tutte le componenti del “prodotto latte” si esprimono ai massimi livelli, dall’alimentazione delle bovine, totalmente del territorio, alla ricchezza minerale del suolo, a una zootecnia d’altri tempi, basata sul rispetto per l’animale e sulle “basse rese”, nasce un prodotto superiore in termini di salubrità e valori nutrizionali».

Ne scaturisce così un prodotto caratterizzato dalla naturale e rilevante presenza di acidi grassi “buoni” Omega-3 e CLA (acido linoleico coniugato) e di antiossidanti, beta-carotene e vitamina E, in proporzioni ben superiori a quelle di un latte comune. E che, non essendo “aggiunti” a posteriori, hanno un’efficacia massima sulla salute del consumatore, senza però comportare costi aggiuntivi.

A questi straordinari requisiti, è ovvio, si aggiungono tutti quei fattori – imprescindibili certo – che l’industria ci ha insegnato ad apprezzare ma che non sono gli unici a dover essere tenuti in considerazione: dall’igiene in stalla e nel confezionamento, alla logistica distributiva, al valore proteico, alla percentuale di grassi presenti nel prodotto.

Per ulteriori informazioni: www.lattenobile.it

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