Riordino delle denominazioni del Sannio Ora si parla di SANNIO DOC, FALANGHINA DEL SANNIO DOC ed AGLIANICO DEL TABURNO DOCG

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BENEVENTO. Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana numero 236, del 10 ottobre 2011, sono stati pubblicati i tre decreti del 30 settembre scorso del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali relativi alla nuove Denominazione di Origine dei vini sanniti. In particolare si tratta della modifica del disciplinare di produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata ‘Sannio’ e dei riconoscimenti delle nuove Denominazione di Origine Controllata dei vini ‘Falanghina del Sannio’ e della Denominazione  di Origine Controllata e Garantita dei vini ‘Aglianico del Taburno’.

Il progetto promosso dal Consorzio Tutela Vini Samnium, è nato dall’esigenza della filiera vitivinicola sannita di dotarsi di una regolamentazione condivisa, basata su regole chiare ed efficaci, e nel rispetto della nuova normativa europea ed italiana.

Con l’approvazione dei due nuovi disciplinari ‘Falanghina del Sannio’ e ‘Aglianico del Taburno’ e la modifica del disciplinare ‘Sannio’, che segneranno la produzione sannita a partire dalla vendemmia 2011, si concretizza infatti la necessaria semplificazione normativa della produzione enologica provinciale.

 

 “Il progetto dei nuovi disciplinari – dichiara Nicola Matarazzo, che per conto del Consorzio Samnium ha redatto e coordinato la predisposizione dei nuovi disciplinari – è il frutto di un processo di condivisione della filiera vitivinicola sannita, sia a livello produttivo che istituzionale e sindacale. Questo è a mio giudizio, l’elemento fondante e caratterizzante di un percorso difficile e complesso,  che ha dimostrato la capacità di un comparto così importante per la nostra provincia, di condividere  una comune visione. La strategia perseguita – illustra – è stata quella di attualizzare il panorama delle denominazioni di origine attraverso una semplificazione delle stesse e al tempo stesso rafforzando il legame geografico, storico culturale con la terra del Sannio, in sintesi più semplicità e versatilità, e soprattutto più efficacia comunicativa. Infatti le denominazioni di origine, che uniscono un territorio e dei produttori con caratteristiche di tipicità simili, con una loro storia e una loro cultura, hanno una duplice funzione, quella di garanzia della qualità e della identità ma anche quella informativa e di comunicazione nei confronti del consumatore e del mercato”.

 

“Con la campagna vendemmiale 2011/2012 – spiega Libero Rillo, presidente del Consorzio Samnium – ha inizio il cammino verso la costruzione di un nuovo valore ed una maggiore qualificazione della risorsa vino del Sannio, non solo in termini economici ma anche sociali ed ambientali, dove gli attori principali rappresentati dai produttori, dovranno costruire un rinnovato consenso con il territorio, le istituzioni e naturalmente con il mercato. Insomma saremo gli artefici del nostro destino e dovremo assumerci le responsabilità delle scelte che, anche a livello di singoli operatori, influenzeranno il successo della nostra vitivinicoltura”.

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