PUGLIA: sul calendario venatorio nessuna violazioneLa posizione di Stefàno

0
237

“Non è stata compiuta nessuna violazione di legge. Il calendario venatorio della Puglia, anche con la modifica apportata, rispetta la normativa nazionale ed europea e individua termini temporali di chiusura della stagione in corso assolutamente omogenei a tutte le altre Regioni, rispetto ai quali l’ISPRA nulla ha eccepito. Nel merito, l’allungamento del calendario pugliese (dal 19 al 30 gennaio prossimo) produrrà solo 5 giornate in più di caccia – peraltro per i soli cacciatori residenti. La Puglia, infatti, è tra le poche Regioni ad aver previsto obbligatoriamente le giornate fisse di caccia (mercoledì, sabato e domenica). Si tratta, dunque, di un allarme ingiustificato che, io credo, riviene pure dalla evidente discrasia esistente tra le direttive comunitarie e la legge nazionale (157/92) e che ha provocato più di qualche dubbio interpretativo. Dubbi per i quali le Regioni hanno chiesto per tempo al Mipaaf (con lettera della Commissione Politiche agricole risalente a giugno scorso) chiarimenti ed indicazioni per una più omogenea interpretazione. Chiarimenti ad oggi, spiace evidenziarlo, non ancora pervenuti.

Nessuno abuso, quindi, e men che meno nessuna manipolazione del procedimento, atteso che il parere ISPRA al calendario pugliese, peraltro consultivo e non vincolante, è stato chiesto in avvio di procedimento, prospettando, sin da allora, una impostazione di calendario del tutto sovrapponibile a quella della precedente stagione, che prevedeva come termine di chiusura proprio fine gennaio, in coerenza a quanto previsto dall’attuale normativa nazionale, scritta in modo condiviso da associazioni venatorie, ambientaliste e degli agricoltori. 

Ecco perché, allora, ritengo che sarebbe molto più utile che i nostri parlamentari, soprattutto quelli che oggi protestano, facessero quadrato affinché si giunga a risolvere la richiamata discrepanza tra norme comunitarie e nazionali che pone in così seria difficoltà tutte le Regioni, deputate alla stesura dei calendari annuali.

Difficoltà rispetto alle quali il sistema delle Regioni si è già fatto parte diligente insediando a novembre scorso un tavolo nazionale, coordinato proprio dalla Puglia, con l’obiettivo di individuare trama e regole condivise da consegnare alla operatività delle singole strutture regionali.

Mi chiedo, però, come mai questa vibrata protesta sia stata indirizzata solo alla Puglia, quando anche tante altre Regioni – Molise, Campania, Basilicata, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, ecc. – hanno individuato, sin dall’inizio, nella stessa fine di gennaio il termine dei rispettivi calendari venatori", comunica l’assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefàno.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here