OLIO: la provenienza sulle etichette Occhio alle truffe…

0
148

In quattro bottiglie di olio extravergine su cinque in vendita in Italia è praticamente illeggibile la provenienza delle olive impiegate, nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario N.182 del 6 marzo 2009.

E’ quanto emerge da una indagine della Coldiretti sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati, secondo la denuncia del Presidente della Coldiretti Sergio Marini che ha portato al Vinitaly esempi concreti di bottiglie “incriminate” all’incontro promosso dal Corpo Forestale dello Stato sul tema "Sulle tracce dell’olio deodorato, a difesa della qualità e del territorio", allo stand del Ministero delle Politiche Agricole.

E’ praticamente impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva.

La scritta è riportata in caratteri molto piccoli posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile. Inoltre spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli.

I consumatori – ha precisato Marini – dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente. L’inganno dell’extravergine straniero che si vuole fare intendere come italiano è particolarmente rilevante in un Paese come l’Italia dove nel 2010 le importazioni di olio di oliva sono state pari a 564 milioni di chili, superiori alla produzione nazionale di 500 milioni di chili. In altre parole è a rischio inganno più di una bottiglia di olio su due.

Di fronte ad una situazione che è causa di danni per i consumatori e per i produttori italiani la Coldiretti chiede di intervenire per rendere l’indicazione di origine più visibile, con l’obbligo di indicarla nella etichetta anteriore delle bottiglia, con caratteri di un’altezza non inferiore a 1,5 centimetri ed in modo da assicurare un contrasto significativo tra i caratteri stampati e lo sfondo. Una norma che sarebbe anche importante per difendere la qualità italiana dall’olio deodorato nei confronti del quale la Coldiretti, anche sulla base delle indagini svolte dal Corpo Forestale delle Stato, chiede che per l’Italia venga fissato un limite di contenuto di alchil esteri inferiore o pari a 25 mg/kg poiché quello di 75 fissato a livello comunitario è non può sfuggire a nessuno che gli oli extravergini che raggiungono questi limiti molto probabilmente sono sottoposti alla pratica illegale e fraudolenta della deodorazione.

 

 

L’OLIO DI OLIVA MADE IN ITALY IN CIFRE

Patrimonio olivicolo nazionale: 250 milioni di piante

Produzione nazionale 2010: 550 milioni di chili

Importazioni 2010: 564 milioni di chili               

Posizione a livello europeo: secondo produttore comunitario dopo la Spagna

Consumo nazionale: 14 kg a testa

Fatturato settore: 2 miliardi di euro

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here