Legambiente Puglia chiede di posticipare la stagione venatoria. Già troppi i danni di siccità e incendi

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BARI. Domenica 16 settembre partirà ufficialmente la stagione di caccia e, alla luce delle attuali condizioni climatiche, Legambiente Puglia chiede all’Assessore regionale Dario Stefàno che venga posticipata l’apertura della stagione venatoria 2012-2013.

“La nostra richiesta – precisa Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia – mira a preservare alcune specie faunistiche che, a causa della lunga estate afosa appena trascorsa, sono  ancora in un momento particolarmente delicato nel ciclo biologico. Sempre a causa delle elevate temperature, sul nostro territorio sono presenti tutt’ora molte specie protette migratrici”.

“Chiediamo pure – aggiunge Tarantini – l’annullamento dell’apertura anticipata della stagione venatoria. La pre-apertura, ossia il via libera anticipato alle doppiette, è una prassi che colpisce un periodo delicato per molti animali ancora attenti alla cura dei giovani nati e, inoltre, è una deroga alla legge sulla caccia che dovrebbe essere applicata solo in casi eccezionali”.

L’appello che rivolgiamo all’Assessore regionale Stefàno  ̶  come già fatto a livello nazionale dalle associazioni Legambiente, Lega Italiana Protezione Uccelli e WWF, ascoltate dal Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania   ̶  è che adotti proprio un provvedimento eccezionale finalizzato al posticipo della stagione venatoria, poiché la siccità ha sconvolto il bioritmo di molti animali, affaticati e debilitati.

La pioggia non ha bagnato la nostra regione per 70 giorni e ciò ha determinato serie conseguenze per le varie specie faunistiche, costrette a dissetarsi in quelle poche pozze d’acqua presenti sul territorio e, in talune circostanze, rivelatesi fatali. Infatti, uccelli, mammiferi, anfibi e rettili hanno trovato la morte nell’intento di dissetarsi con l’acqua presente sul fondo di profonde cisterne dove sono rimasti irrimediabilmente intrappolati annegando per sfinimento.

Gli incendi poi hanno letteralmente mandato in fumo intere specie di elevatissimo interesse conservazionistico. Dall’inizio dell’estate sono stati 5.257 gli interventi dei Vigili del Fuoco in Puglia, di cui 105 aerei. Gli incendi boschivi sono stati 474, oltre il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e sono andati in cenere 5474 ettari di superficie; i focolai non boschivi sono stati 216 e hanno mandato in fumo 1014 ettari di vegetazione.

“Alla luce di questi dati l’apertura della caccia, e l’eventuale pre-apertura – conclude Tarantini  ̶  rappresenterebbe una vera sciagura per la nostra fauna già duramente provata dalla calda stagione estiva. Auspichiamo che in Puglia sia la politica a prendere provvedimenti e non il Tar a imporre le decisioni, come è avvenuto in Campania e nel Lazio”.

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