L’Antece simbolo di Tenute del FasanellaAttesa per l’uscita del Manfredi

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SANT’ANGELO A FASANELLA (SA). Basta percorrere 75 kilometri da Salerno per arrivare negli Alburni, precisamente a Sant’Angelo a Fasanella. Sono molte le motivazioni che potrebbero portarci lì: il Castello, la Grotta di San Michele Arcangelo, le passeggiate naturalistiche, la straordinaria scultura rupestre di Antece. Ma dal 2003 c’è un’altra realtà che vale la pena di annoverare: Tenute del Fasanella. Un’azienda vitivinicola, composta da più di 40 soci, nata proprio per amore di un territorio ricco di patrimoni naturalistici e storici, ma anche – troppo spesso – dimenticato.

Nel pieno rispetto dell’ambiente i 9 ettari di vigneti sono in conversione biologica e si dividono in Aglianico, Fiano, Primitivo, Aglianicone, Mangiaguerra e Santa Sofia. Le ultime tre varietà costituiscono i vigneti sperimentali, volti al recupero del germoplasma viticolo del Cilento. La prima vendemmia risale al 2008 e ha portato sul mercato il “PhasisFiano e l’ “AusoPrimitivo, mentre a novembre prossimo è in uscita il “ManfrediAglianico 2008.

Dalla vendemmia 2009 invece, le novità sono: Auso è diventato un blend di Aglianico 50% e Primitivo 50%, ed una nuova bottiglia l’”Alburno”, un rosso selection da uve Aglianicone 100%.

Il simbolo dell’azienda santangiolese è Antece, una scultura rupestre che si trova su un cocuzzolo isolato della catena dei Monti Alburni, detto Costa Palomba, a quota 1125 m s.l.m. Scolpita in altorilievo su una roccia, Antece è una figura umana (che rappresenta un dio guerriero), vestita di una corta tunica, tenuta stretta da una cintura da cui pende una spada, mentre sul lato sinistro dell’osservatore parrebbero scolpite una lancia ed uno scudo borchiato.

Una viticoltura dunque che si muove in nome del territorio, dell’eco-sostenibilità e della qualità, supportata tecnicamente dalla professionalità del viti-enologo salernitano, Sergio Pappalardo, che segue tutta la filiera produttiva, dalla vigna alla bottiglia.

Nonostante la giovane storia di Tenute del Fasanella il Phasis ha già ottenuto interessanti recensioni e riconoscimenti. In una degustazione organizzata a Cormons, durante la 14^ edizione della “Mostra-Assaggio dedicata agli uvaggi DOC del Friuli Venezia Giulia e di altre famose zone di produzione vitivinicola”, il Phasis ha trionfato raggiungendo il primo posto in una degustazione di vini campani organizzata dall’Enoteca di Cormons.

Sempre più numerose le recensioni e gli articoli dedicati all’azienda degli Alburni ed ai suoi vini.

Il 15 maggio scorso, difatti, il giornalista Gimmo Cuomo, nella sua rubrica Il Mosto Sacro del Corriere del Mezzogiorno, a proposito del Phasis 2008 scrive: “[…] Perfetto in questo momento lo stato evolutivo di questo bianco salernitano. Ho trovato nel calice un vino maturo, generoso e complesso, variegato e cangiante, in grado di regalare grandi suggestioni […] E, del resto, dei vini del sole questo Phasis ha solo i pregi […]

Antonella Petitti

 

 

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