Il rito della transumanza si rinnova Tra i vecchi tratturi mandrie di podoliche

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NUSCO (AV). Anche quest’anno si rinnova il rito della transumanza. Un appuntamento con i cicli della natura che si ripete ogni sei mesi circa: orario di partenza ore 5,30 da Nusco –  Contrada Tagliabosco – Avellino – per seguire la mandria di podoliche verso pascoli più verdi.

“Si scasa” a primavera avanzata per tornare ad autunno inoltrato. Così si onora il cambio delle stagioni per restituire  poi sempre il meglio dei prodotti lattiero- caseari.

Mandrie di vacche podoliche, sempre più scarne e rade, percorrono i vecchi “tratturi” ormai quasi estinti. “L’era moderna non indulge nei confronti di un tempo andato – afferma Antonio Limone, commissario Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici – è  evidente  tuttavia che questo passato custodisce ancora tanta tradizione che, a sua volta, potrebbe offrire sviluppo, economia, qualità delle produzioni e soprattutto salute. In sintesi, solo con il recupero di antichi sapori si possono costruire le premesse per un turismo enogastronomico di qualità”.

In quest’ottica  la transumanza può contribuire ad incrementare un turismo di qualità attento al buono e sano cibo. Non è soltanto piacere del palato, ma prima di tutto salute. Il caciocavallo podolico ad esempio, contiene tanti acidi grassi insaturi, gli omega tre, che hanno un forte potere antiossidante.

In questa fase politica, agli sgoccioli del sistema assistenziale, il cammino imprenditoriale rimarrà  privo di sostegni per far fronte alla disoccupazione e per promuovere l’economia dei nostri territori: la transumanza è un esempio di un passato che si trasforma in attualissima risorsa se la promuoviamo come prototipo di  eccellenza alimentare collegata al  turismo eno-gastronomico di luoghi intatti come quelli dell’Irpinia. Coloro che parteciperanno all’evento potranno seguire una mandria di vacche insieme agli allevatori, gente che ancora mantiene  la fede di chi crede nella propria professione come apostoli di una ruralità che scompare.

Quale miglior riscatto se non quello riportare un tempo ormai andato ad una nuova  consapevolezza: portare scienza e  tecnica “moderne” al servizio delle antiche produzioni.  Questo il vero volano di uno sviluppo che proprio dalla tradizione tragga una prospettiva per il futuro.

L’evento proseguirà alle ore 11, presso l’Agriturismo “Nonna Rosina” a Nusco, con una tavola rotonda dal tema “la veterinaria e lo sviluppo del comparto zootecnico delle aree interne”.

 

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