Gratis et amore artisLa collettiva sarà visitabile fino a fine luglio

    0
    140

    PONTONE DI SCALA (SA). Si chiama “GRATIS, ET AMORE ARTIS” ed è mostra collettiva a cura di Antonello Tolve con gli artisti: DEVRIM KADIRBEYOÐLU (Turchia), MOIO & SIVELLI (Italia), LÍVIA MOURA (Brasile)ed ANDY WARHOL (States).

    Presso il Convento di San Filippo Neri a Pontone di Scala, l’inaugurazione è prevista il 26 giugno 2010 alle ore 11.30, nei giorni a seguire è possibile visitarla dalle 11.00-13.00 o dalle 16.00-20.00 o su appuntamento, dal 26 giugno al 31 luglio 2010.

    L’Associazione Corporazione delle Arti e delle Tecnologie con il patrocinio del Comune di Scala e dell’Arcidiocesi di Amalfi e Cava de’ Tirreni, la preziosa collaborazione del MMMAC – Museo Materiali Minimi d’Arte Contemporanea, del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali presenta Gratis, et amore artis, in occasione della riapertura degli ambienti del Convento di San Filippo Neri di Pontone.

    La mostra rappresenta una relazione tra artisti diversi che, partendo da un’opera del passato, trasformano il dato memoriale in corpo immaginifico, in «storicismo sui generis» (Argan) che fuorvia dalla tensione del confronto, del paragone e della similitudine per aprire un discorso dedicato all’urgenza dell’attuale, alle maglie del fare e dell’agire sul (e nel) presente dell’arte.

    Punctum saliens dell’intero apparato visuale è la rivisitazione della figura del Cristo (della sua felice novella) mediante un corpo visivo che, da Andy Warhol, si dirama inevitabilmente verso tre punti estetici attuali: Devrim Kadirbeyoðlu, Moio & Sivelli, Lìvia Moura.

    Il modo di dire Gratis et amore Dei (generato e divulgato in ambito cristiano) che indica, appunto, la carità e l’aiuto offerto al prossimo senza alcun tipo di compromesso, compenso economico o ambiguità d’altro genere, diventa, ora, rapportato al mondo dell’arte, verba magistri di una panoramica visiva che racconta – secondo cifre estetiche decisamente differenti – un mondo, quello dell’agire nei campi della reviviscenza linguistica, che fa i conti con l’arcaico e i suoi riverberi attuali.

    Luogo di riflessione sull’arte e su andamenti estetici che trasformano il verbo – la parola, appunto – e la sua volatilità in tessuto visivo, Gratis Et Amore Artis propone una serie di artisti internazionali per ripercorrere – da angolazioni differenti e da diverse (davvero diverse) latitudini (formali, estetiche, ecc) – la figura di Cristo attraverso il revivalismo di un revivalismo. In altre parole gli artisti propongono un’analisi del Cristo prodotto da Warhol sulla base del Cenacolo di Leonardo.

    Partendo, appunto, da una rivisitazione del Cenacolo leonardesco effettuata da Warhol nel 1969, gli artisti invitati in mostra hanno ripensato la figura di Cristo – e il corpus evangelico, in generale – attraverso l’opera di Warhol. Così, all’opera di Warhol che fa da viatico riflessivo alla mostra sono stati accostati tre importanti elaborati artistici che, pur collegandosi alle trame del mondo cristologico, propongono indagini contemporanee legate, via via, ai territori e alle problematiche scottanti che scotolano il mondo della vita.

    Moio & Sivelli – il cui prefisso estetico segna una trama fittissima di rimandi al mondo della vita e ai territori pungenti dell’ironia. Devrim Kadirbeyoðlu il cui lavoro segna il territorio dell’arte con potenti analisi antropologiche e sociologiche. Lìvia Moura le cui opere si fanno sudario e scorrimento visivo. Tre fiati diversi che fuorviano dal dato semplicistico per strutturare un programma teso a fare e disfare con agilità, ambiguità e oscurantismi.

    Saltando con eleganza il fosso della storia – e fuorviando dall’autostrada storicistica tout court – Devrim Kadirbeyoðlu, Moio & Sivelli, Lìvia Moura producono una serie di pseudo-revivals che bombarda i territori dell’antico per stringere il passato nelle morse di un necessario (e urgente) pulsante presente.

     

    LASCIA UN COMMENTO

    Please enter your comment!
    Please enter your name here