Ennesimo sequestro di falso San Marzano DOP

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SALERNO. “L’ennesimo sequestro di falso pomodoro San Marzano dell’agro nocerino sarnese D.O.P. da parte del nucleo Antifrodi dei Carabinieri di Salerno, pronto per essere commercializzato rappresenta una ulteriore vittoria della legalità e della trasparenza  di  un prodotto che vede nel legame con il suo territorio la carta vincente per affrontare la sfida della globalizzazione dei mercati e delle produzioni”.

E’ quanto affermato da Pietro Caggiano, Presidente di Coldiretti Salerno, “occorre continuare incessantemente la lotta a questi soggetti che danneggiano l’immagine e la qualità di una eccellenza agroalimentare italiana, un doppio furto di identità e di valore che grazie all’opera incessante delle forze dell’ordine si riesce talvolta a smascherare. Le logiche commerciali e le maglie a volte troppo larghe della normativa limitano talvolta l’opera dei Carabinieri a cui dobbiamo tutta la nostra gratitudine per l’opera di controllo quotidianamente posta in essere. Grazie alla loro attività di intelligence riusciamo a toccare solo la punta dell’iceberg che l’agropirateria sviluppa ogni anno nel mondo, stiamo parlando di oltre 80 miliardi di euro che rappresentano un danno all’immagine ed un furto economico alle nostre imprese. In base al  Rapporto Eurispes-Coldiretti stima che il volume d’affari complessivo dell’agromafia in Italia sia quantificabile in 12,5 miliardi di euro (5,6% del totale), di cui: 3,7 miliardi di euro da reinvestimenti in attività lecite (30% del totale) e 8,8 miliardi di euro da attività illecite (70% del totale). La criminalità organizzata è riuscita nel tempo a consolidare e, in taluni casi, rafforzare il proprio status di grande holding finanziaria, in grado di operare, seppur in misura differente, sull’intero territorio nazionale e nella quasi totalità dei settori economici e finanziari del Sistema Paese, con un giro d’affari complessivo stimato dall’Eurispes in circa 220 miliardi di euro l’anno (l’11% del Pil). L’impegno di  Coldiretti per combattere questo stato di cose, è la creazione di una filiera agricola, italiana e firmata: completamente italiana, perché tutti i processi devono avvenire in Italia, con prodotti rigorosamente italiani, gestita − quando possibile lungo tutte le fasi − principalmente dagli agricoltori; firmata perché si tratta di una filiera i cui prodotti sono caratterizzati dai tratti distintivi propri dei luoghi di origine e produzione, ossia prodotti immediatamente riconoscibili come totalmente italiani, grazie all’etichettatura all’origine, alla trasparenza della filiera e della formazione dei prezzi, e al legame con il proprio territorio”.

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